Droni: il sindaco deve informare e coordinarsi col prefetto

il sindaco Leoluca Orlando e, alla sua destra, il prefetto a sala delle Lapidi

L’emergenza epidemiologica di coronavirus entra in una fase delicata. I dati sono relativamente incoraggianti ma rilassarsi e riprendere le antiche abitudini, complici il bel tempo e date del calendario tradizionalmente dedicate allo svago e alle riunioni all’aria aperta, sarebbe la cosa peggiore. Potrebbero vanificarsi gli sforzi fin qui fatti per contenere la propagazione del contagio. 

Un provvedimento governativo d’emergenza regola, fino al 28 aprile, l’uso dei droni sui cieli delle città italiane. A questo sono allegati due documenti della direzione centrale dell’Enac, l’ente che sovrintende anche a questa delicata materia. Sono autorizzate alcune deroghe alle previsioni delle disposizioni sui “mezzi aerei a pilotaggio remoto” legate alle condizione emergenziali dovute alla pandemia covid-19. A margine si chiede all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani di farsi tramite con le amministrazioni perchè informino i comandi delle polizie locali.

I sindaci devono, prima di autorizzare all’utilizzo dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto le polizie locali, informare e coordinarsi con i prefetti delle città di riferimento, indicando, preventivamente, dove si concentreranno prevalentemente i controlli con l’utilizzo dei droni.  Questi dispositivi volanti sono molto potenti e la loro capacità di controllo è molto pervasiva.

Le deroghe sono (precisa il secondo documento) relative a registrazione, identificazione e rispetto delle regole di circolazione e utilizzo dello spazio aereo nonchè operazioni critiche, qual è il volo in ambiente urbano. Il comune assume gli obblighi e le responsabilità dell’operatore autorizzato dall’Enac e, in assenza di droni nella diretta responsabilità delle polizie locali, queste possono avvalersi di mezzi  e piloti appartenenti all’organizzazione di un operatore terzo già registrato e noto all’Enac che affianca l’amministrazione di polizia locale  e opera, sulla base di un accordo tra le parti, sotto le indicazioni e la responsabilità di quest’ultima. (Sergio Scialabba)

 

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