Il dramma della contemporaneità nella nuova stagione del Biondo

la facciata del Teatro Biondo

(Redazione) I temi del contemporaneo, le nuove scritture e la magia del nuovo circo nella prossima stagione del Teatro Biondo di Palermo. Si comincia il 24 ottobre con un cartellone di grandi registi e attori affermati al cinema e in teatro. Un nuovo allestimento de Le rane di Aristofane, interpretato da Ficarra e Picone e diretto da Giorgio Barberio Corsetti, ripensato per i teatri al chiuso dopo l’enorme successo ottenuto al Teatro Greco di Siracusa, e con una originale rilettura del Faust di Marlowe firmata da Vincenzo Pirrotta. “De”generazioni è il filo rosso che lega i 12 spettacoli in programma in Sala Grande, di cui 5 tra produzioni e coproduzioni, e i 14 in Sala Strehler, 7 dei quali prodotti dal Biondo, che nella diversità di generi e linguaggi, dalla commedia al teatro musicale, dal dramma al teatro di narrazione, affrontano temi e questioni dei nostri giorni.  Dopo Le rane, grazie al quale Barberio Corsetti ha abbattuto definitivamente il discutibile confine che separa lo spettacolo “alto” dallo spettacolo “basso”, un po’ come aveva fatto Pasolini con Totò per Uccellacci e uccellini, la stagione in Sala Grande proseguirà dal 16 al 25 novembre, con L’abisso, che Davide Enia scrive e interpreta attingendo ai suoi Appunti per un naufragio (Premio Mondello 2018), un’esperienza indicibile: lo spaesamento, il dolore e la rabbia che affiorano dinanzi alla grande tragedia contemporanea degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo.

A seguire, il 7 dicembre, si alzerà il sipario su una nuova impegnativa produzione palermitana: La tempesta di William Shakespeare nell’inedito adattamento di Roberto Andò e Nadia Fusini, con un cast eccezionale di attori e attrici affermati sia al cinema che al teatro: Renato Carpentieri, Vincenzo Pirrotta, Filippo Luna, Paolo Briguglia, Giulia Andò, Fabrizio Falco, Paride Benassai, Gaetano Bruno. Ambientandola in un paesaggio fantomatico, una casa-asylum su un’isola, il regista Roberto Andò rilegge La tempesta attraverso il fluire, grandioso e imprevedibile, della mente di Prospero, assecondando l’incedere minuzioso e incalzante del suo piano per congedarsi dal mondo e iniziare la figlia Miranda alla vita e al mistero dell’esistenza.

Il nuovo anno si aprirà con un’altra novità che il Biondo si appresta a mettere in cantiere: Chi vive giace di Roberto Alajmo, interpretata da Roberta Caronia, David Coco, Roberto Nobile, Lucia Sardo e Claudio Zappalà: in un contesto che sin dall’inizio ha i contorni allucinati di un certo realismo metafisico tipicamente siciliano, Alajmo ha impaginato un dramma dei vivi e dei morti, nel quale l’ironia, che sconfina nello humour nero, ha la funzione catartica di governare l’ordine delle cose invertendo il senso del vecchio adagio: “Chi muore giace, chi vive si dà pace”.

Dall’1 al 10 febbraio tre straordinarie interpreti, Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati, incarneranno le Sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi, rese immortali dal famoso sceneggiato televisivo con Sarah Ferrati, Rina Morelli e Nora Ricci. Questa edizione teatrale, adattata da Ugo Chiti e diretta da Geppy Gleijeses, si avvale delle musiche originali di Mario Incudine.

A seguire, dal 22 febbraio al 3 marzo, ancora una produzione del Biondo: Spettri di Ibsen per la regia di Walter Pagliaro, con Micaela Esdra. In questo nuovo allestimento, con le scene di Michele Ciacciofera, il passato trova forma nella serra che circonda la casa degli Alving: la natura si insinua progressivamente nel salotto borghese dove si svolge uno scontro mortale fra madre e figlio.

Dopo Palazzeschi, ancora un autore di culto del repertorio novecentesco italiano: Eduardo De Filippo, del quale il Biondo proporrà, dall’8 al 17 marzo, una delle commedie più amate, Questi Fantasmi! nell’allestimento della Compagnia di Luca De Filippo, la cui regia è stata affidata a Marco Tullio Giordana dopo la prematura scomparsa dell’attore, mentre nei panni del protagonista Pasquale Lojacono, tormentato da invisibili e dispettose presenze, è Gianfelice Imparato.

Dal 20 al 31 marzo tornerà al Teatro Biondo uno degli spettacoli più amati e più attesi dal pubblico di tutte le età: Slava’s Snowshow, considerato “un classico del teatro del XX secolo” (“The Times”), visto in decine di paesi, centinaia di città, migliaia di volte da milioni di spettatori. Il suo geniale inventore, Slava Polunin, è considerato “il miglior clown del mondo”, un clown che ha saputo rinnovare la tradizione arricchendola con invenzioni teatrali sorprendenti. Uno spettacolo emozionante, poetico, coinvolgente, che riesce a incantare adulti e bambini.

Dal 2 al 7 aprile sarà la volta di 456, scritto e diretto da Mattia Torre, noto per essere tra gli autori e registi della popolare serie tv Boris456 la storia comica e violenta di una famiglia che vive isolata in mezzo a una valle oltre la quale percepisce l’ignoto. Lo spettacolo nasce dall’idea che l’Italia non sia un paese, ma una convenzione; che non avendo un’unità culturale, morale, politica, rappresenti oggi una comunità di individui posti gli uni contro gli altri, per precarietà, incertezza, diffidenza e paura.

Un altro gradito ritorno sul palcoscenico della Sala Grande sarà quello dell’irresistibile coppia Rezza-Mastrella, che dal 9 al 14 aprile proporrà Fotofinish. Ancora una volta un teatro ironico, surreale, corrosivo e sovversivo, che racconta le nevrosi, i paradossi e le debolezze dei nostri giorni.

Eros Pagni sarà il protagonista, dal 26 aprile al 5 maggio, dei Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello nell’originale messa in scena di Luca De Fusco, che mescola – nel rispetto di un’ossessione tutta pirandelliana – cinema e teatro. I personaggi, invece di provenire dalla sala come abitualmente accade, usciranno dallo schermo come i protagonisti de La rosa purpurea del Cairo di Woody Allen.

Il cartellone della Sala Grande si chiuderà con un evento eccezionale: il Don Giovanni di Mozart secondo l’Orchestra multietnica di Piazza Vittorio, con la guest star Petra Magoni nel ruolo del protagonista. Diretto da Andrea Renzi e Mario Tronco, lo spettacolo reinterpreta fantasiosamente la partitura mozartiana, calandola in una specie di Cotton Club anni ’20, dove il flusso musicale, l’energia e la sensualità creano un clima elettrizzante e travolgente. Nel cast anche la cantante reggae Mama Marjas, Hersi Matmuja, Evandro Dos Reis, Omar Lopez Valle, Houcine Ataa e, alla prima collaborazione con l’Orchestra, Simona Boo, dal 2015 vocalist dello storico gruppo napoletano dei 99 Posse.

Il programma della Sala Strehler è dedicato alle nuove scritture siciliane e ad alcuni tra i più interessanti autori del nuovo teatro italiano ed europeo, che propongono storie e questioni legate alla nostra recente storia.

Per la nuova stagione il Teatro Biondo propone diverse formule di abbonamento. I prezzi sono immutati rispetto alla scorsa stagione. I vecchi abbonati hanno tempo per rinnovare l’abbonamento e confermare il proprio posto fino al 30 settembre. I nuovi abbonamenti saranno disponibili dal 2 ottobre oppure subito, limitatamente ai posti disponibili.

Informazioni

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