Patto col Giappone (di Carmela Corso)

villa Niscemi

di Carmela Corso

Mentre l’ Unione Europea firmava a Tokyo alla presenza del presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker il presidente del consiglio Donald Tusk e il premier giapponese Shinzo Abe un accordo quadro di partenariato economico e strategico (eliminazione del dazi al 90 per cento dall’ Unione al Giappone mentre l’ Europa toglierà il 99 per cento delle imposte sulle merci giapponesi), Sicilia e Giappone  hanno siglato, ieri, a Villa Niscemi, un accordo  di libero scambio sulle eccellenze food and beverage del Made in Italy e del Made in Sicily con Palermo capitale dell’export verso la terra del Sol Levante. Il patto, sancito ieri ha visto apporsi la firma dei produttori, del consorzio Italy on the Table e del suo coordinatore Mario Stancampiano – che vantano al proprio interno una decina di aziende provenienti da tutta Italia –  la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio, il business development senior general manager di Monte Bussan Junya Honda e  il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Orlando, Starace e Di Dio (da sinistra)

Nell’incontro si è anche parlato della vera e propria rivoluzione alle porte con l’abolizione dei dazi già dai prossimi mesi che daranno il via a strategie di supporto dell’Ambasciata Italiana a Tokyo, per porsi al meglio nei  confronti di queste nuove sfide. «Il Giappone e il mercato dell’Est costituiscono una grande opportunità per i nostri imprenditori siciliani e palermitani – queste le parole della presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di DioLa Sicilia, malgrado lo scotto di un’arretratezza infrastrutturale ed economica è terra di grandissima prospettiva e terra meravigliosa di bellezza ed operosità».

«La Sicilia è uno dei posti più belli della terra – ha detto l’ambasciatore Giorgio Starace è il Paese con la terza economia mondiale e il quarto al mondo come potere d’acquisto. Esiste una infinita classe media che punta decisamente all’acquisto di prodotti esteri e del ‘made in Italy’. Questa terra può avere tante opportunità nel settore agroalimentare, dove da oggi i dazi non esistono più, ma anche nel settore dell’artigianato orafo e dei gioielli, del tessile e della moda. In particolare l’agroalimentare si coniuga perfettamente con la promozione del territorio e i giapponesi si stanno sempre più avvicinando con interesse a tutto ciò che è per esempio km 0».

«Le possibilità sono immense – ha aggiunto a chiusura Mario Stancampiano, coordinatore di Italy on the Tabel – veramente tante perché il fatto che i dazi vengano abbattuti darà un’opportunità, uno slancio ancora maggiore a quello che è l’export italiano verso il Giappone, visto che tra l’altro da pochissimo abbiamo superato la Francia che ci stava avanti. Loro hanno vinto il mondiale e noi abbiamo vinto l’export con l’agroalimentare e non solo»

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