Don Chisciotte abbraccia il Massimo

Olesja Novikova (Kitri), Marcello Carini (Gamache) e Giuseppe Rosignano (Sancho Panza) © Rosellina Garbo

Fragorosi applausi e un’ovazione finale del pubblico per Olesja Novikova hanno decretato il successo della prima del Don Chisciotte di Marius Petipa, in scena martedì 20 febbraio al Teatro Massimo, primo appuntamento della stagione balletti 2018. Le musiche di Ludwig Minkus, magistralmente eseguite dall’Orchestra del Teatro Massimo, diretta dal maestro Aleksej Baklan,  hanno avvolto in un caldo abbraccio l’interno del teatro di Piazza Verdi accompagnando passo dopo passo, è il caso di dirlo, Leonid Sarafanov, Olesja Novikova e il Corpo di ballo del Massimo che hanno portato in scena le coreografie di Lienz Chang.  Il Don Chisciotte, uno dei classici del balletto, fusione perfetta tra il virtuosismo tipico della danza classica e la spontaneità dei balli popolari spagnoli e gitani, si ispira alle gesta del Don Chisciotte della Mancia di Cervantes. Numerose le versioni realizzate; la più celebre quella firmata da Marius Petipa e messa per la prima volta in scena al Bol’šoj di Mosca nel 1869. Lo spettacolo, allestito dalla georgiana Opera di Tbilisi, con scene e costumi di Vyacheslav Okunev, è stato  dedicato alla memoria dell’étoile Elisabetta Terabust, musa di Roland Petit, direttrice del corpo di ballo della Scala, del San Carlo di Napoli e direttrice onoraria della Scuola di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, scomparsa lo scorso 5 febbraio. Tra il pubblico presente in sala anche il coreografo francese Angelin Preljocaj, che dopo lo spettacolo si è congratulato con Lienz Chang, i solisti e il Corpo di ballo del Teatro Massimo. In replica fino al 25 febbraio. (Carmela Corso)

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