Detenuto ingiustamente: 670mila euro a Bruno Contrada

Bruno Contrada

La seconda sezione della Corte d’Appello di Palermo ha liquidato in favore dell’ex dirigente del Sisde Bruno Contrada, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, la somma di circa 670mila euro, a titolo di riparazione per l’ingiusta detenzione patita nel procedimento penale.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la cui sentenza era stata successivamente recepita dalla Corte di Cassazione, aveva contestato l’applicazione retroattiva del reato, dal momento che, all’epoca dei fatti contestati a Contrada (1979-1988), non si era ancora consolidato l’orientamento giurisprudenziale rispetto al concorso esterno in associazione mafiosa.

Contrada è icona (in quanto vittima) di un lunghissimo periodo della storia italiana segnato dal cosiddetto “giustizialismo” o “uso politico della giustizia” costellato da deprecabili casi di uso violento e strumentale della carcerazione preventiva; connessioni improprie tra organi d’informazione e Procure; indebite interferenze di quest’ultime nella sfera della decisione politica; passaggio dalle file della magistratura a quelle della politica e viceversa (senza alcuna garanzia per l’equilibrio e il corretto rapporto tra poteri dello Stato); sequestri, confische e gestione sconsiderata di patrimoni privati da parte di uffici pubblici nonchè infiltrazioni della criminalità organizzata stessa nelle organizzazioni politiche o di propaganda riconducibili al fenomeno dell’antimafia, poi qualificate come “antimafia di facciata”. (Sergio Scialabba)

 

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