Dentro la città \ la VI divisa dallo sviluppo sbagliato

Villa Arena

L’ aria di nobiltà è rimasta quella, ma nella piana dei Colli, dove l’ aristocrazia poteva permettersi il lusso di villeggiare durante il periodo estivo, sorgono, oggi, i più nuovi dei quartieri cresciuti col cemento e la democrazia, a partire dagli anni 70, e che compongono la VI Circoscrizione. Resuttana, San Lorenzo, Cruillas e il Centro Edilizia Popolare, che, con uno di quegli acronimi, C.E.P., rischia di somigliare a una condanna, prima ancora di essere uno dei tanti emblematici esempi di sviluppo urbano fallito. Assolate, nella storia e nella geografia, le ville del tempo che fu: Villa Pantelleria, Villa Virginia o Irma, Villa Arena – Mortillaro, non dimenticando la più menzionata Villa Lampedusa dove si riparava dallo scirocco il Principe di Salina. Senza dimenticare neppure Villa Terrasi, la cui cappella privata fu elevata a parrocchia, quella che diventerà Gesù, Maria e Giuseppe, la più antica delle tante sorte nel tempo e la più attiva nell’ intercettare i fermenti di Resuttana, punto nodale di complicate problematiche sociali.

il cardinale nella parrocchia di Gesù Maria e Giuseppe
scuola a Cruillas

Altrettanto rilevanti le testimonianze storiche di Cruillas, che ha maggiormente mantenuto i connotati della borgata, sviluppata attorno al Santuario della Madonna del Rosario, e che conta anch’esso una decina di ville nobiliari: Mango, Arena, Degregorio, Vaginelli. E che dire delle risorse naturali che il quartiere racchiude: la riserva naturale orientata grotta della Molara, con la grotta dei Pitrazzi o degli Spiriti e la grotta del Coniglio Morto. La integrazione dei collegamenti stradali non sempre ha preservato il contesto: la circonvallazione, con l’ingresso autostradale, ha spaccato in due il tessuto stesso del territorio, dove insiste, ad esempio, il presidio ospedaliero più importante della città dopo il Civico: l’azienda ospedali riuniti, Villa Sofia – Cervello, la prima a soffrire perchè i due centri ospedalieri sono separati e distanti, con tutto quello che comporta. Sono posizionate da queste parti alcune delle fermate del passante ferroviario, una delle più importanti infrastrutture cittadine incompiute: Francia, San Lorenzo, via Nuova, De Gasperi tutte impegnate in una lotta contro il tempo tra fissaggio di pali, coperture e impermeabilizzazioni. Qui pure le più importanti strutture sportive: lo Stadio Renzo Barbera, diventato un ospite ingombrante oggi che l’ urbanizzazione ha raggiunto densità impensata quando fu realizzato. Dove una volta c’era  la fabbrica del latte, e dove, ancora, c’è Villa Barbera splendidamente immersa nel verde e forse spaesata tra i palazzi di via dei Nebrodi.

lo stadio illuminato per un incontro in notturna

E, poi, ancora la Piscina Comunale e lo Stadio delle Palme, oggi intestato a Vito Schifani, poliziotto sportivo agente di scorta di Giovanni Falcone e con lui morto nella strage di Capaci. Viale Strasburgo svettava nel commercio ma i grandi centri commerciali e la vendita telematica ne hanno offuscato il prestigio. Si continua a vendere e comprare, magari usando gli impianti di archeologia industriale. E’ il caso di SanLorenzo Mercato dove l’importante recupero di un sito andato in disuso in cui si producevano essenze per liquori esportate in tutto il mondo, adesso ospita uno di quei luoghi dove fare la spesa si unisce allo svago e alla socializzazione. Non è più possibile costruire e allora non resta che trasformare quello che il passato ha lasciato in eredità. (ha collaborato Enzo Costanzo)

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