Dentro la città \ Danisinni

una veduta di Danisinni

Per quanto non possa essere annoverato tra i posti dove vivere è piacevole, nella percezione diffusa Danisinni non è considerato un quartiere degradato nella misura in cui lo sono Borgo Nuovo, il Centro Edilizia Residenziale o la Zona Espansione Nord. Ci sono analogie, a cominciare dalla carenza di servizi, ma la piccola comunità ha resistito proprio perchè Danisinni è un posto dove il tempo si è fermato. Non è banale che lo sviluppo aggressivo e disordinato –  fatto di edilizia di pessima qualità – non lo abbia minimamente toccato, se non fosse per una scuola che sembra, però, la classica eccezione alla regola.  I casermoni – tristi testimoni della follia del secolo scorso  – circondano minacciosamente orti e recinti con animali, incredibilmente a un tiro di schioppo dai palazzi del potere, dai mercati e dai grandi alberghi.

sui servizi c’è ancora tanto lavoro da fare

E anche se soltanto nella immaginazione di chi lo ama Danisinni pare agganciare spiritualmente l’ antichissimo cuore pulsante della città, dove fermenti nuovi attraggono viaggiatori e artisti come non accadeva da tempo. I siti internet più informati spiegano che Danisinni è una depressione naturale tra via Cappuccini, via Colonna Rotta  e piazza Indipendenza ma fa parte a pieno titolo del percorso arabo normanno e, quindi, luogo da attraversare a piedi, magari lungo una passeggiata che lo percorra dritto fino alla Zisa risalendo una antica scala araba, anch’ essa patrimonio dell’ umanità: progetto noto come Rambla Papireto perchè sopraelevata rispetto al fiume, le cui acque si raccoglievano fuori dalle mura della città non solo romana ma, persino, fenicia, molti secoli prima della venuta di Cristo. Capofila del progetto l’ Accademia di Belle Arti e le associazioni Caravanserai, Neu e Circ’All che ha raccolto i fondi necessari per realizzare un circo sociale da ospitare in una tensostruttura,  a due passi dalla parrocchia di Sant’ Agnese. In questa piccola chiesa è stata recentemente scoperta una cripta.

la chiesa di Sant’ Agnese

Un segnale di vitalità confermato dalla presenza diventata assidua del parroco: il francescano Mauro Billetta il quale non ha un compito facile ma precisa che Danisinni non merita la fama di quartiere violento. Senza imporre cambiamenti rapidi, sembra possibile un recupero degli immobili da destinare a studenti attraverso la collaborazione delle istituzioni scolastiche e universitarie oppure a strutture ricettive a basso costo. Facilitando l’ inserimento nella comunità locale che ha resistito al cambiamento e resta molto diffidente e suscettibile. 

la street art è un fenomeno visto con simpatia

E inaspettatamente sensibile alle sperimentazioni come dimostra la simpatia per i nuovi progetti a cominciare dalla street art che –  attraverso il murales – racconta volti e storie e che – proprio in questi giorni – vedrà all’ opera il giovane talento  sudamericano Guido Palmadessa. Un modo per fare parlare le pietre che attendono pazientemente da tempo immemore di rientrare nella storia. (Sergio Scialabba)

 

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