Degrado mai visto prima

piazza Esedra (particolare)

Era stata definita  città-giardino, pensata a misura d’ uomo, da percorrere a piedi nel silenzio e senza lo smog delle auto, due elementi perturbanti della modernità che sarebbero, purtroppo, arrivati non molto tempo dopo. Siamo nel territorio composito della ottava Circoscrizione. Le villette liberty (ma non solo) che attraversano la storia del Novecento dal fascismo al dopoguerra sono arrivate a conoscere l’ attuale degrado che colpisce anche quella che viene definita la vetrina della città, i quartieri residenziali più cari e prestigiosi dall’ elegantissimo viale della Libertà alle zone non proprio a misura d’ uomo: Montepellegrino, Malaspina e Palagonia.

piazzetta Edison

L’ idea che ispirò tutta l’ area e che raggiunge la non lontana via Notarbartolo fu quella di rendere l’  impatto visivo e ambientale del cemento meno violento prevedendo, quindi, spazi verdi adeguati. Ma che, oggi, pagano una precaria manutenzione, la riduzione  di uomini e mezzi, di risorse finanziarie compresse da politiche di bilancio miopi e ingiuste, che spiegano altrettanto precari igiene, spazzamento, pulizia dei marciapiedi.

In piazza Edison c’è un luogo magico, persino numinoso, che non si vede se non ci si sporge per guardare dentro quel riquadro immerso tra ville e condomini: si tratta di un pozzo con iscrizioni risalenti, questo è sicuro, a un tempo antichissimo. Esso rimanda al mito della città sotterranea, fatta di botole, cunicoli, passaggi, nascondigli dove si svolgevano altrettanti fatti coperti dal mistero. Miopia e dissennata pigrizia hanno reso questo luogo una specie di discarica, totalmente abbandonata, ricettacolo di chissà cosa e quali attività, proprio quando la riscoperta di siti artistici ed archeologici si presenta come uno strumento di valorizzazione non solo del vecchio centro ma di tutta la città, di ricostruzione della sua identità storica e culturale.

il quartiere littorio poi chiamato Matteotti in memoria del politico socialista ucciso dal regime

Al numero 2 di piazzetta Edison visse, tra il 1970 e il 1974, il grande poeta greco Nikifòros Vrettàkos scomparso nel 1991 il quale scelse la capitale della Sicilia mentre il suo paese soggiaceva al regime dei colonnelli. Due anni fa una lapide in memoria sua e del suo passaggio a Palermo è stata scoperta su iniziativa dell’ amministrazione comunale guidata da Leoluca Orlando, in largo Esedra sul quale era esposta la sua dimora. Questo è l’ inconfondibile slargo che si vede percorso un breve tratto di viale della Libertà, dove si richiede, anche qui, da tanto tempo, una migliore manutenzione. Una sorta di oblio mai riscontrato in tempi recenti in questa misura richiede, forse, una riflessione più coraggiosa sullo sviluppo della città del secolo scorso, che non è stato solo selvaggia speculazione ma, anche, tentativi dai quali prendere spunto per nuovi progetti. E, quindi, una riflessione sul futuro. (Sergio Scialabba)

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