Decoro urbano questione aperta (di Sergio Scialabba)

via Ruggero Settimo, una volta il salotto della capitale della Sicilia

 

di Sergio Scialabba

 

Passeggiare per le strade della capitale della Sicilia è, ormai, una pena. I cani la fanno da padrone, è il caso di dirlo, e chi rispetta le regole, lasciando tutto in ordine alla fine della propria passeggiata, fa eccezione. La manutenzione dei marciapiedi è, perlomeno, carente. Quella che dovrebbe essere un’esperienza rilassante e, per i turisti, l’occasione migliore per conoscere un luogo che si vede per la prima volta, si trasformano in una insopportabile fonte di stress. Le trappole nascoste, come buche e deformazioni del pavimento, diventano attentati alla propria sicurezza e incolumità. A volte queste trappole, le foglie che non vengono spazzate e la luce che manca uniscono le loro forze contro il cittadino.  Inerme, rassegnato, umiliato.

Il problema dei rifiuti è iniziato a diventare pressante una ventina d’anni fa. Richiede una strategia complessiva che si spinge di molto fuori dalle competenze di Palazzo delle Aquile. Che ha (avuto) pure le sue responsabilità. Non disgiunte, però, da quelle dei singoli cittadini. La raccolta differenziata dei rifiuti o il porta-a-porta, senza i quali nessuna nuova discarica e nessun termovalorizzatore saranno mai sufficienti, richiedono un protagonismo dell’utente che fin qui, per essere buoni, sembra essere mancato. In ogni caso, spirito civico significa anche rispetto di turni e orari e uso di contenitori di riferimento. Che non ci sono. Nel frattempo, in città si cominciano a vedere i topi.

Per tutto questo e qualche cosa di più, il sindaco Leoluca Orlando ha mandato una lettera al presidente del Consiglio Comunale e ai capigruppo a sala delle Lapidi che, almeno sulla carta, rappresentano la città.  Egli descrive il quadro desolante e colora la sua iniziativa di carattere politico in senso tradizionale. L’attenzione viene richiamata sull’urgenza di discutere ed approvare alcuni regolamenti che incidono sul decoro e la pulizia della città. Il primo cittadino fa riferimento diretto a mercati, vita notturna e dehors.

C’è, pure una nuova piaga della quale Orlando non parla e che richiederebbe, da ora, un intervento:  il disordine nella circolazione stradale arrecato dai nuovi mezzi di locomozione come pattini e biciclette a pedalata assistita che si uniscono alle biciclette tradizionali e che passano, indifferentemente, dalle strade ai marciapiedi e viceversa senza rispettare regole di sorta, a cominciare dai sensi di marcia. Stendere un velo pietoso, che è una metafora, è possibile. Meno facile è tapparsi le orecchie. Silenzio e rispetto del desiderio altrui di non sentire rumore mancano, assieme a tutto il resto. A Palermo, per dirne una, si fa uso indiscriminato del clacson, che è un avvisatore acustico cui ricorrere in caso di emergenza. (Sergio Scialabba)

 

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