Dal Recovery una risposta agli enti locali

Palermo

(Sergio Scialabba) Fino a 6,6 miliardi di euro complessivi destinati a Resilienza, valorizzazione del territorio e efficientamento energetico dei comuni inseriti (risulta per volontà di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi ndr) nel Recovery Plan approvato dal consiglio dei ministri il 12 gennaio.

La voce afferisce all’area di intervento denominata Rivoluzione Verde e transizione ecologica  che include Economia circolare e valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti; Transizione energetica e Mobilità locale sostenibile; Produzione e distribuzione di rinnovabili e Sostegno alla filiera; Investimenti nella filiera dell’idrogeno; Trasporti locali sostenibili; Ciclovie e rinnovo parco rotabile, Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici; Efficientamento edifici pubblici; Efficientamento energetico e sismico; Edilizia residenziale privata e pubblica; Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica; Interventi sul dissesto idrogeologico e Infrastrutture verdi urbane

Gli enti locali, negli anni dell’austerity, non hanno mai risolto i problemi finanziari iniziati alla fine degli anni Novanta. Di qui una cronica incapacità di programmazione, soprattutto in tema di sviluppo e riqualificazione.  Il governo Conte II, per la sua composizione politica, è stato all’inizio riconosciuto come interlocutore dagli amministratori locali ma, essendo rimasto invariato il contesto generale, non è stato in grado di offrire risposte credibili.

Tutto questo fino all’arrivo della pandemia, della quale il Recovery è la risposta principale (ma non l’unica). Il valore complessivo del piano con le risorse vecchie e nuove, Next Generation Ue e la programmazione europea 2021 2016, è pari a 31o miliardi di euro: impatto tra i più rilevanti del recente passato. 

 

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