Dagli scarti del tonno potenzialità in biotecnologie e cosmetica

Vincenzo Arizza e, a destra, Francesca Donato

Il costo di eliminazione del residuo di pesce nelle sole pescherie ha un valore, in Sicilia, di circa 30mila euro al giorno.  A questi vanno aggiunti i residui della ristorazione che, ad esempio, potrebbero essere usati per i mangimi e i residui industriali che sono quantificabili in diverse tonnellate. Si tratta, pertanto, di un comparto con enormi potenzialità ma, al momento, non sfruttate.

Un centro regionale di stoccaggio per lo smaltimento e la trasformazione del residuo di pesce potrebbe dedicarsi al ritiro del residuo, alla lavorazione ed estrazione. Da una analisi statistica, ancora in corso, si è potuto stimare che sono 4000 circa gli addetti al comparto della vendita di pesce impegnati alla produzione media di residui da lavorazione di 4/5 kg giornalieri. Prodotti che nelle pescherie generano, complessivamente, una vendita che varia tra i 16mila e i 20mila kg giornalieri.

Un’unica struttura in un’area di produzione dove viene trasformato il lavorato avrebbe il vantaggio di mediare i flussi di residuo, ottimizzando i tempi morti dell’impianto e potrebbe dotarsi anche di un laboratorio di ricerca, utile ad implementare la quantità e la qualità di molecole attive e bioderivati estratti. A breve uno studio di fattibilità.

Ciò è quanto è emerso, oggi, presso il circolo nautico Gionata di Carini, dove si è svolto un incontro tra gli operatori del settore e i principali attori dell’iniziativa dal tema: Il progetto Bythos, i residui di lavorazione del pescato risorsa a grande valore aggiunto.

A presenziare i lavori sono stati il professore Vincenzo Arizza dell’Università di Palermo (responsabile del progetto Bythos) e l’europarlamentare Francesca Donato (Lega).  Il progetto Bythos fa da sfondo all’idea del centro di stoccaggio proprio perchè ha l’obiettivo di trasformare gli scarti di pesce come il tonno, i crostacei, i molluschi e il pesce azzurro, in nuovi prodotti. La principale sostanza estratta è il collagene e gli acidi grassi. Il loro uso spazia dalle biotecnologie applicate alla salute umana: antibatterici, antimicrobici, antitumorali fino alla cosmetica di alta ed altissima qualità.

Un percorso realizzato nell’ambito dei programmi Interreg Italia-Malta, di cui è capofila Unipa, in particolare il Dipartimento Stebicef – Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche, in collaborazione con l’Università di Malta, il ministero dell’Ambiente di Malta, il Distretto turistico Pescaturismo, il Comune di Lipari, e la Aquabiotech che si occupa di sviluppo e ricerca in acquacoltura. (Sergio Scialabba)

 

 

 

 

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