Curare l’ambiente, cioè la salute

La ricerca cerca di prevenire e curare le malattie che scaturiscono dal degrado ambientale

Con l’obiettivo di tracciare una road map per la prevenzione e la cura delle malattie che scaturiscono dall’ambiente degradato, è arrivato sugli scaffali il primo volume del Trattato italiano di Medicina d’Ambiente, edito dalla Seu-Società Editrice Universo di Roma nell’ambito dell’apposita collana dedicata all’ambiente.

Frutto della ricerca di docenti di 14 Università italiane e straniere (tra cui Londra e Ottawa) e di esperti di enti di ricerca come l’Ispra e l’ACoS, agenzia di Roma, il trattato si prefigge rendere sinergiche discipline come chimica, clinica, urbanistica, mobilità urbana e diritto verso l’obiettivo comune: individuare le cause del dissesto ambientale dell’aria, del suolo, delle acque; indirizzare la public policy verso misure di prevenzione delle malattie delle comunità; accertare le eventuali responsabilità e applicare le sanzioni con stretto allineamento agli ordinamenti europei, regolati dal Tue e dal Tfue.

Il trattato ha, anche, lo scopo di formulare un percorso che porti alla codificazione del teorema salute e ambiente perché il XXIesimo secolo sarà segnato dalla prevalenza di patologie ambiente-correlate e ambiente-dipendenti la cui nosografia deve essere riattualizzata specie sui temi clinici più scottanti.

Per citarne alcuni: il coinvolgimento delle comunità, piccole o grandi, nei disastri ambientali; la necessità di spostare il focus dalla Medicina del Lavoro alla Medicina delle Comunità, non solo nelle aree ad alto rischio, da Taranto a Brindisi, da Piombino a Marghera fino al triangolo Priolo, Melilli Augusta, ma in ogni piccolo e grande centro afflitto da smog e inquinanti del suolo e delle acque come il mercurio.

Nel momento in cui il Vecchio Continente si trova tra inesorabilità del cambiamento climatico e lentezza nella transizione energetica, il trattato indica strade e percorsi nuovi in tema di prevenzione, di ristrutturazione urbanistica delle città e di mobilità del futuro.

Come scrive il Rettore dell’Università di Brescia, professor Maurizio Tira, “abbiamo definito il profilo di nuove città che siano più vivibili e sostenibili”.

Il Trattato è articolato in due Tomi. Il primo, di 800 pagine corredato di 50 Capitoli, è già sugli scaffali, mentre il secondo è in fase di editing e se ne prevede l’uscita a fine anno.

L’opera consta dell’apporto di esperti che da anni si occupano di questione ambientale, con metodologia interdisciplinare fondata sull’obiettività scientifica, talvolta anche oltre miti e false certezze.

Un esempio per tutti: l’idea, consolidata nella pubblica opinione, che le città più inquinate siano le metropoli e che lo smog leda solo l’apparato respiratorio.

Spiega il curatore, professor Ferrara: “La verità è che le aree più inquinante sono i piccoli centri, laddove un trasporto pubblico locale insufficiente porta a un uso più intensivo dei mezzi privati evocando alti livelli di smog, una delle principali cause di ictus o infarto“.

Per non parlare dell’inquinamento nascosto nella nostra quotidianità, dietro a prodotti spesso patinati grazie all’immagine offerta dal marketing: “Ogni giorno si acquistano merci che contengono additivi nelle materie plastiche, come ad esempio gli ftalati, che rappresentano dei potenti inquinanti ambientali in grado di procurare danni clinici significativi“.

Se l’immaginario collettivo è da sempre focalizzato sui grandi disastri ambientali (Seveso, Cernobyl, Boma), la verità è che anche nell’indoor (domestico, di lavoro, auto, metropolitana) esiste, da parte di inquinanti che nessuno sospetterebbe tali, una continua aggressione alla salute umana, come allergie, patologie cardio-vascolari, dermatologiche- incluse aree patogene ad altro rischio come le carceri- fino a configurarsi la Sindrome dell’Edificio Malato.

Il curatore Aldo Ferrara sottolinea che uno dei target è l’abbattimento degli steccati disciplinari, ciò che “amplia straordinariamente la platea: a studenti, specializzandi e docenti di Chimica, Clinica, Urbanistica, Mobilità Urbana e Giurisprudenza, si offre un testo immediatamente consultabile, all’amministratore locale si indica la strada della legalità ambientale, alle aziende il percorso entro il quale rimuovere le ‘esternalità negative’ che provocano danni alla salute di intere Comunità e oltretutto, per gli oneri di legge, fanno lievitare i prezzi dei prodotti finiti “.

Ma, aggiunge il docente, l’opera si rivolge soprattutto al decisore politico “perché affronti la questione ambientale seguendo il percorso del Teorema, codificato, Salute-Ambiente-Lavoro”.

Su questo ultimo aspetto il trattato dedica alcuni capitoli alle “morti bianche ad orologeria”, misconosciute e più frequenti rispetto gli stessi infortuni mortali sul lavoro.

In assenza di una efficace prevenzione sulla salute, mobilità e urbanistica, pagheremo un prezzo molto alto nei prossimi decenni.

Il primo volume del trattato è disponibile nelle librerie specializzate e online al link e su altri portali dedicati all’Editoria on demand. (Redazione)

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