Crop Top ma con eleganza

ph Averie Woodard on Unsplash

L’elogio funebre a un personaggio così rappresentativo come Raffaella Carrà rischia di essere un esercizio sterile. Sono troppi gli aggettivi e le evocazioni, soprattutto in un momento storico come questo in cui si tirano le somme, si fanno bilanci, si emettono giudizi che si pretende abbiano carattere durevole.

Nel look la celebre artista italiana ha fornito un contributo non comune e non banale. Grande eleganza, spontaneità. Oggi è ammesso dai canoni estetici e culturali scoprire il proprio corpo in pubblico e, tra i capi di abbigliamento che meglio interpretano questa tendenza, c’è il crop top o (è indifferente) top crop.

S’intende la mezza maglietta nella quale l’assenza di tessuto (il vuoto) sorpassa il pieno (purtroppo accade anche in altre questioni ben più serie) e, nella sua rimozione, nel ritaglio, lascia scoperta la pancia e con essa, ovviamente, l’ombelico.

L’abbinamento con pantaloni a vita alta, coprispalline, un cardigan o un blazer, più che necessario per non banalizzare questo capo, rimanda a quello scombinamento delle proporzioni introdotto negli scintillanti (almeno per la moda) ultimi venti anni del secolo scorso.

Di sicuro fascino e non necessariamente legato all’universo giovanile o allo sport, ha per sponsor personaggi dello spettacolo di questo tempo. Ma ad introdurlo fu proprio Raffaella Carrà. Evidentemente con uno stile troppo nazionale e troppo poco popolare per garantirle un sorpasso su altri modelli nel grande circo del commercio e della comunicazione. (Sergio Scialabba)

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