Croissant, se il piacere è intero

Un caffè di Montparnasse, Parigi

Farina, burro, uova, acqua, zucchero e il tuorlo d’uovo battuto e spalmato sulla superficie prima di infornarlo, per ottenere quella tipica colorazione dorata e l’effetto splendente.

Il cornetto è il classico compagno di merende nei bar, caffè, alberghi europei e del mondo, che sia vuoto oppure farcito, inzuppato nel cappuccino o bevuto col caffè (lo preparo dopo?).

Tra le possibili farciture ci sono ovviamente la marmellata ma anche la crema, la cioccolata e il miele, spesso abbinato con il cornetto integrale ai cereali, per enfatizzare improbabili istinti dietetici, perchè comunque il cornetto è calorico. C’è, anche ma infrequente, la versione salata, con formaggi e salumi più adatta per aperitivi e in versione mini.

Ma la storia del cornetto affonda nella storia, il croissant si immerge nei fasti e nella sofisticata eleganza di Vienna, quando l’impero Ottomano nel 1683 fu messo fuori gioco dal Sacro Romano Impero.

L’esercito turco aveva fatto piazzare dinamite nei cunicoli sotterranei della città per fare saltare le mura e invadere la capitale. Ma i fornai erano già al lavoro prima dell’alba e si accorsero in tempo per dare l’allarme. Informarono l’imperatore e l’esercito ebbe tempo per prepararsi.

Nella celebre battaglia di Vienna datata 12 settembre 11mila soldati e 300 cannoni si imposero sulle truppe avversarie, anche grazie alla carica di cavalleria degli ussari alati polacchi. Gli alleati sfondarono le linee ottomane causando il panico tra le truppe.

L’evento segnò immancabilmente il declino della potenza ottomana e Leopoldo I d’Asburgo commissionò ai panificatori un dolce a memoria dell’accaduto.

Ecco tra le svolte della storia e della sfoglia il kipferl (cornetto), la cui forma rimanda al simbolo della mezzaluna della bandiera ottomana. E che molti di noi si mangiano ogni mattina. (Sergio Scialabba)

vedi

Un dolce meraviglioso