Crisi idrica a una svolta?

palazzo d’ Orleans 

Attesa a giorni l’ ordinanza di protezione civile che delimiterà il percorso per uscire dalla crisi idrica. Sarà, poi,  il commissario delegato dal governo nella persona del presidente della Regione a nominare un sub commissario per l’ area della città metropolitana. Una volta dichiarata, l’ emergenza non può essere affrontata senza deroghe alla legge e senza risorse aggiuntive. Soldi per combattere la siccità, un fenomeno eccezionale ma prevedibile. Che andava affrontato per tempo razionando l’ acqua non appena il livello degli invasi fosse sceso sotto una certa soglia.  Mentre, pure, andava preteso un maggiore coordinamento tra i diversi livelli di governo che, evidentemente, non c’è stato. Il razionamento è stato annunciato – quando meglio sarebbe stato evitare di creare allarmismo –  e poi, per giunta, non è stato mai attuato. Cionondimeno il nuovo regime emergenziale potrebbe, come spesso accade, creare condizioni molto favorevoli per il completamento delle infrastrutture incompiute. Spicca, tra di esse, la condotta di Scillato che, a regime, immetterebbe nella rete mille litri al secondo, un aumento della dotazione idrica di portata tale da mettere in sicurezza il sistema. Al momento la sua funzionalità è pari a poco più di un quarto. La città soffre, e con essa la campagna, dove il disagio delle aziende si unisce a quello dei cittadini. Ma la stessa Palermo è divisa in due, con la zona nord, servita dai soli invasi Poma e Scanzano, a stare sempre sul filo del rasoio. (Sergio Scialabba) foto Antonio Enea

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