Cresce il trend del lascito solidale in un contesto di crisi

Immagine di Ilya Pavlov per Unsplash

Il senso di precarietà di questo momento storico sta mettendo alla prova l’attitudine degli italiani verso il lascito solidale, che non arretra ma conosce una battuta d’arresto dopo anni di progressiva crescita.

Una crescita sostanziale attestata dai dati degli enti del Terzo Settore degli ultimi 5 anni.

Sono linee di tendenza tracciate dall’inedita ricerca promossa dal Comitato Testamento Solidale sotto la direzione dell’Istituto Walden Lab e in collaborazione con Vita.

Lo studio è stato condotto tra giugno e luglio 2025 su 2 target paralleli: da un lato gli italiani dai 25 anni in su, dall’altro un campione di 197 organizzazioni Non Profit che operano in Italia, con l’obiettivo di rilevare e analizzare dati su volumi, tipologie e tendenze della raccolta fondi da lasciti testamentari nel nostro Paese.

I risultati sono stati presentati a Roma, in un incontro dal titolo Lascito Solidale: la bellezza che resta, che ha visto la presenza di Rossano Bartoli, portavoce Comitato Testamento Solidale e presidente Lega del Filo d’Oro; Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Notariato con Delega al Notariato per il Sociale; Paolo Anselmi, presidente WaldenLab; Anna Rita Longo, esperta di linguaggio, docente di Media, divulgazione della scienza, giornalismo scientifico (Università del Salento), divulgatrice scientifica; Jean-Luc Giorda, psicologo, psicoterapeuta, formatore e divulgatore scientifico.

La ricerca sugli italiani rivela una leggera flessione nella propensione verso i lasciti solidali, fenomeno che sembra riflettere un più ampio deterioramento della fiducia nel futuro.

I dati mostrano una diminuzione dal 18 per cento al 15 per cento della propensione a fare testamento, mentre si registra una crescita significativa (+ 5 punti percentuali) del pregiudizio secondo cui i lasciti riguarderebbero solo “chi è ricco o ha molte proprietà“.

Parallelamente, cala leggermente la percentuale di coloro che si dichiarano orientati al lascito “certamente” (dal 5 per cento al 4 per cento) o “probabilmente” (dal 17 per cento al 15 per cento), mentre rimane stabile al 3 per cento la quota di over 50 che ha già previsto un lascito testamentario.

Una battuta d’arresto collegata al peggioramento della percezione collettiva riguardo alle sfide future – dalla crisi climatica alle guerre e alle crescenti diseguaglianze sociali: gli italiani non vogliono prendere impegni a lungo termine che possano “sottrarre risorse al futuro dei miei eredi” (39 per cento) e togliere un paracadute alla “precarietà lavorativa dei miei figli/nipoti” (1 su 4).

Interessante per contro come rimanga invariata al 68 per cento la percentuale di chi coinvolgerebbe i familiari nella decisione del lascito, confermando l’importanza del dialogo intergenerazionale in queste scelte di solidarietà.

“Questi dati ci restituiscono un quadro di comprensibile preoccupazione per il futuro – commenta Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Notariato con delega al Notariato per il Sociale – ma vogliamo rassicurare gli italiani su un aspetto fondamentale: fare un lascito solidale non significa in alcun modo mettere a rischio i diritti dei propri familiari.

La legge italiana tutela, infatti, rigorosamente la quota legittima degli eredi, cioè quella porzione di patrimonio che spetta per legge ai familiari più stretti.

Il lascito solidale può essere disposto quindi nei limiti della quota disponibile, cioè’ di quella parte del patrimonio di cui ciascuno può liberamente disporre senza intaccare minimamente le tutele previste per coniuge, figli o, in mancanza, genitori.

È anche importante sfatare il pregiudizio, evidenziato dalla nostra ricerca, secondo cui i lasciti sono di appannaggio solo di chi possiede grandi patrimoni: anche un piccolo gesto può fare la differenza e rappresentare un atto di generosità verso le future generazioni.

Il nostro impegno come Notariato, al fianco del Comitato Testamento Solidale, è proprio quello di fornire informazioni chiare e trasparenti, accompagnando i cittadini in scelte consapevoli che concilino la responsabilità verso i propri cari con la solidarietà verso chi ha più bisogno“.

Tra il 2020 e il 2024, il settore dei lasciti solidali mostra una chiara tendenza positiva: cresce di 11 punti la percentuale di Onp che hanno ricevuto un numero di lasciti compreso tra 1 e 5 (dal 39 per cento del 2020 al 50 per cento del 2024).

Cresce di 3 punti la percentuale di Onp che hanno ricevuto un numero di lasciti compreso tra 6 e 30 (dal 16 per cento del 2020 al 19 per cento del 2024) ed anche (dal 6 per cento all’8 per cento) di chi ne ha ricevuti più di 30.

Complessivamente, cresce di 16 punti la percentuale delle Onp che hanno ricevuto almeno un lascito (dal 61 per cento al 77 per cento), mentre la percentuale di quante non hanno ricevuto nessun lascito cala specularmente, passando dal 39 per cento del 2020 al 23 per cento del 2024.

Contestualmente, cresce anche il peso percentuale dei lasciti sul totale delle raccolte fondi che quasi raddoppia passando dall’8 per cento del 2020 al 14 per cento del 2024. E guardando al futuro, la previsione risulta ancor più positiva: il 77 per cento prevede un aumento (certo o probabile), solo il 3 per cento una diminuzione.

I lasciti in denaro o in beni mobili rappresentano circa i tre quarti di quelli ricevuti dalle organizzazioni, una tendenza che rimane sostanzialmente stabile negli ultimi anni.

Altrettanto netta è la prevalenza dei lasciti liberi nell’utilizzo (87 per cento) – che rappresentano un atto di fiducia nella mission generale delle organizzazioni destinatarie – rispetto ai lasciti vincolati a specifici progetti (13 per cento).

“I dati della nostra ricerca confermano una tendenza molto incoraggiante, che contrasta con le preoccupazioni emerse dall’indagine sulla popolazione generale. – spiega Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’oro –

Durante il periodo pandemico e post-pandemico, dal 2020 al 2024, abbiamo assistito a una vera e propria crescita del fenomeno dei lasciti solidali: questo ci dice che il lascito solidale si sta diffondendo capillarmente nel tessuto del Non Profit italiano.

Ancora più rilevante è il dato economico: il peso dei lasciti sul totale delle raccolte fondi è quasi raddoppiato, dimostrando che si tratta di una forma di sostegno sempre più strategica per la sostenibilità delle nostre organizzazioni”.

Tra le Onp che dichiarano di aver ricevuto almeno un lascito nell’ultimo quinquennio:

crescono significativamente le Organizzazioni con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro (dal 16 per cento del 2020 al 20 per cento del 2024);

restano sostanziale stabili quelle con un fatturato compreso tra 1 e 10 milioni di euro (rappresentavano il 33 per cento nel 2020 e il 34 per cento nel 2024);

diminuiscono significativamente le Onp con un fatturato inferiore al milione di euro (dal 51 per cento del 2020 al 46 per cento del 2024).

Queste tendenze indicano che si viene rafforzando la relazione tra dimensione economica dell’organizzazione e capacità di attrarre lasciti.

Ma non dimentichiamo che le piccole organizzazioni restano comunque il segmento maggioritario tra le Onp destinatarie di lasciti, seppure non più la maggioranza assoluta come sono state fino al 2020.

La maggioranza delle Onp che hanno partecipato all’indagine (55 per cento) non ha mai realizzato in passato una campagna per la promozione dei lasciti.

E per chi invece l’ha fatto, è decisione recente o molto recente: solo per una minoranza (15 per cento) l’anno di avvio della prima campagna si colloca prima del 2010; per quasi la metà (48 per cento) tra il 2010 e il 2020; per oltre un terzo (37 per cento) negli ultimi 5 anni (dopo il 2020).

Evidente è la correlazione con la dimensione economica dell’organizzazione e con la disponibilità di uno staff dedicato: ha fatto comunicazione sui lasciti solo il 22 per cento delle Onp con meno di 1 milione di fatturato, il 51 per cento di chi ha un fatturato compreso tra 1 milione e 10 milioni e l’83 per cento di chi ha un fatturato superiore ai 10 milioni e dispone di uno staff dedicato.

Tra le Onp che non hanno mai attivato una campagna, i motivi prevalenti risiedono infatti nella mancanza di risorse e di competenze: manca una figura dedicata (49 per cento), competenze specifiche (36 per cento), strumenti adeguati (29 per cento), capacità di affrontare gli aspetti legali e fiscali del lascito (19 per cento).

Ma a questi motivi si affianca – con minor peso ma comunque rilevante – la mancanza di “cultura” e di interesse sul tema dei lasciti: il tema non è ancora percepito come una priorità (31 per cento), mancano le richieste (21 per cento), è un investimento di lungo termine difficile da sostenere (10 per cento).

“Le previsioni per il futuro, con il 77 per cento delle Onp che si aspetta un ulteriore incremento, ci dicono che, nonostante le incertezze del momento, gli italiani hanno saputo trasformare l’esperienza della pandemia in una maggiore consapevolezza dell’importanza della solidarietà per le generazioni future. – conclude Bartoli –

Assistiamo a un cambio generazionale importante: le nuove generazioni di anziani sono più informate, più consapevoli delle problematiche sociali e ambientali, e hanno sviluppato una maggiore familiarità con il mondo del non profit attraverso decenni di volontariato e donazioni.

Inoltre, il crescente impegno delle organizzazioni Non Profit nel comunicare correttamente le opportunità offerte dal lascito solidale, sfatando pregiudizi e timori infondati, sta creando le basi per una crescita strutturale del settore“. (Redazione)

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