
Sono il 58,7 per cento i giovani tra i 16 e i 19 anni che hanno competenze digitali di base (Il livello di competenze digitale dei cittadini europei viene misurato dal 2021 attraverso un indicatore composito, che fa riferimento a 5 domini: Alfabetizzazione all’informazione e ai dati, Comunicazione e collaborazione, Creazione di contenuti digitali, Sicurezza e Risoluzione dei problemi) in Italia.
Ma il dato Istat segnala anche che, nella mappa europea sulle competenze digitali, per questa fascia d’età, il paese si posiziona quart’ultimo: la quota di giovanissimi con scarse o nessuna competenza è del 42 per cento, contro una media europea del 31 per cento.
Inoltre, se si guarda ai giovanissimi che hanno acquisito elevate competenze digitali, gli italiani sono poco più di 1 su 4 (il 27 per cento), a fronte del 50 per cento dei coetanei francesi e del 47 per cento degli spagnoli.
Il dato medio italiano nasconde ampi divari territoriali, con il Sud che ha oltre la metà dei ragazzi con scarse o nessuna competenza (52 per cento) e il Nord e il Centro più vicini ai valori medi europei (34 per cento e 39 per cento).
Pertanto, anche il divario digitale che l’Italia riconosce nel contesto europeo è segnato dal divario tra aree del paese, con il Sud che, di fronte ai cambiamenti e alle innovazioni, stenta a reggere il passo. E questo rilancia il ruolo che le istituzioni europee rivestono per colmare la distanza, visto che quella nuova ricalca le antiche.
La percentuale scende con il crescere dell’età: il 45,7 per cento della popolazione tra i 16 e i 74 anni ha competenze digitali di base (circa 10 punti percentuali in meno rispetto alla media europea, che è del 55,5 per cento), un dato ancora ben lontano dall’obiettivo dell’80 per cento fissato a livello europeo per il 2030.
Il progetto Connessioni Digitali, dedicato a ragazze e ragazzi di scuole secondarie di primo grado, che consiste nella creazione di percorsi di didattica digitale integrati all’insegnamento dell’Educazione Civica, è nato per potenziare le competenze digitali dei più giovani e formare cittadini digitali consapevoli.
Circa 6000 ragazze e i ragazzi che hanno partecipato al progetto sanno capire meglio come costruire la propria identità online, quali sono le opportunità e i rischi, la distinzione tra sfera privata e pubblica.
Ora conoscono il valore della partecipazione e della co-progettazione, nell’ambito dell’educazione civica digitale e i maggiori progressi si sono registrati tra le studentesse.
È quanto emerge dalla valutazione di impatto condotta dall’Istituto Italiano di Valutazione sulle scuole protagoniste di Connessioni Digitali nei 2 bienni 2021-2023 e 2022-2024 che hanno partecipato alla valutazione finale.
Le studentesse hanno mostrato un miglioramento più significativo nelle competenze digitali rispetto ai loro coetanei maschi: l’efficacia del progetto nel coinvolgere e motivare le ragazze rappresenta un risultato interessante per colmare il gender gap formativo e lavorativo riguardo alle carriere legate alle discipline Steam (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arti e Matematica).
Il percorso educativo è pensato anche per stimolare le classi a creare sinergie con esperti esterni, enti, associazioni e realtà extrascolastiche con l’obiettivo di favorire il dialogo tra la scuola e il
territorio.
A biennio concluso, nell’ambito di Connessioni Digitali, 56 scuole hanno attivato collaborazioni con il territorio, in modo particolare con enti pubblici o associazioni.
Per molte scuole la collaborazione si è attivata per la prima volta proprio in occasione del progetto e più dell’80 per cento conferma la volontà di proseguire il rapporto in futuro.
Secondo il report dell’Istituto Italiano di Valutazione, che ha analizzato anche l’impatto sul ruolo dei docenti tramite focus group e questionari, la maggior parte di loro considera il progetto un’ottima opportunità per approfondire il tema dell’educazione digitale e dotarsi di competenze nuove e per potenziare la motivazione allo studio di studentesse e studenti.
La quasi totalità (88 per cento) ritiene che il progetto abbia permesso l’acquisizione di competenze, spazi e nuovi dispositivi per la scuola e che abbia proposto occasioni di crescita personale e professionale.
Inoltre, oltre l’80 per cento dei docenti riconosce al progetto il merito di aver contribuito a una maggiore propensione al lavoro di gruppo e alla cooperazione in classe e si dice fiducioso riguardo la possibilità di utilizzare, in futuro, la metodologia promossa dal progetto.
“È necessario che tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti siano accompagnati nella acquisizione delle competenze digitali indispensabili per diventare cittadini digitali consapevoli e responsabili, equipaggiati per affrontare le sfide e cogliere le opportunità, per costruire un futuro migliore.
Eppure il nostro Paese riscontra ancora un significativo ritardo: l’educazione digitale è sempre più necessaria per affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie, permettendo ai giovani di utilizzarle in modo consapevole e sicuro.
Per questo, con il progetto Connessioni Digitali Save – the Children è in prima linea per contrastare la povertà educativa digitale. Il ruolo della scuola è fondamentale nella formazione di cittadini in grado di partecipare attivamente alla vita democratica.
Lo sviluppo di una piena cittadinanza digitale passa anche e soprattutto dalla capacità degli studenti di appropriarsi degli strumenti digitali, passando da consumatori passivi a consumatori critici e produttori responsabili di contenuti e nuove architetture” ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa digitale, definita da Save the Children come “la privazione delle opportunità per apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni, attraverso l’utilizzo responsabile, critico e creativo degli strumenti digitali”.
In questo triennio di sperimentazione, il progetto ha portato alla definizione del primo modello di valutazione delle competenze digitali, che ha l’obiettivo di restituire il livello di competenze acquisite da ogni studente.
Si tratta di un’esperienza pioniera della valutazione di impatto nel campo delle competenze digitali in ambito scolastico. La valutazione di impatto – realizzata dall’Istituto Italiano di Valutazione – comprende 3 livelli: il primo riguarda le competenze digitali degli studenti; il secondo è focalizzato sulle competenze e la motivazione dei docenti e sul rafforzamento delle sinergie tra le scuole e il territorio; il terzo sulla valutazione dell’andamento delle attività del progetto in itinere.
Il progetto triennale (2021-2024) ha coinvolto 99 scuole secondarie di primo grado in tutta Italia, (49 al Sud e nelle isole, 24 al Centro e 26 al Nord).
Ogni scuola ha partecipato per 2 anni scolastici: 38 nel biennio 2021-2023, mentre altre 62 nel 2022-2024.
In particolare, sono 56 le città interessate in 17 regioni (Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), con più di 1000 docenti e un totale di 5.843 studentesse e studenti tra i 12 e i 14 anni coinvolti.
Il progetto prevede la creazione nelle scuole di una newsroom: un’aula-ambiente di apprendimento creativo con materiali e dotazioni tecnologiche necessarie ai ragazzi per produrre i loro contenuti (pc, proiettori, cuffie, microfoni, kit per le riprese, ecc).
All’interno della newsroom, gli studenti ricoprono a rotazione diversi ruoli (redattore, grafico, editor, social media manager, ecc) per sperimentare diverse competenze e modalità di organizzazione e tecnologie diverse.
Nel triennio di Connessioni Digitali, sono 80 le newsroom realizzate, che resteranno a disposizione delle scuole anche dopo la conclusione del progetto, nelle seguenti regioni: Lazio (13), Campania (10), Sicilia (9), Puglia (8), Lombardia (8), Piemonte (7), Abruzzo (5), Veneto (4), Sardegna (3), Toscana (3), Calabria (3), Trentino-Alto Adige (2), Umbria (1), Basilicata (1), Emilia-Romagna (1), Friuli-Venezia Giulia (1) e Marche (1).
Durante il primo anno di percorso, studenti e studentesse partecipanti, guidati, quindi, dai docenti, sono stati introdotti alla scrittura digitale, realizzando voci enciclopediche digitali e petizioni online e al podcasting, realizzando inchieste e recensioni, mentre nel secondo anno si sono messi alla prova con i moduli didattici di digital storytelling – visual, video e data storytelling – e di marketing sociale.
Le scuole coinvolte hanno realizzato 2.147 contenuti, così suddivisi: 139 voci enciclopediche digitali, 225 petizioni online, 338 podcast (di cui 166 d’inchiesta e 172 recensioni), 926 produzioni di digital storytelling e 519 di marketing sociale. Di questi, oltre l’80 per cento tratta di tematiche legate all’insegnamento dell’Educazione Civica.
I temi principali scelti riguardano il diritto e la Costituzione, la sostenibilità ambientale, la cittadinanza digitale e la narrazione del proprio territorio. Dall’avvio del progetto, è aumentato del 15 per cento il numero di studenti che conosce le regole di condivisione di un’immagine sui social e del 14 per cento quello di chi conosce nuove tecniche per utilizzare gli strumenti digitali in modo creativo.
Il 27 per cento in più è consapevole delle regole del web, mentre è cresciuta del 15 per cento la percentuale di chi sa distinguere un inserto promozionale da una notizia.
Connessioni Digitali vede Crédit Agricole in Italia impegnato da 3 anni in prima linea al fianco di Save the Children, con il sostegno di tutte le numerose società ricomprese nel gruppo.
Il progetto si avvale pure della supervisione del Cremit (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media all’Innovazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), della partnership con Ansa e dell’implementazione a livello territoriale della cooperativa E.D.I. Onlus. (Redazione)
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