Colli giusti per tutti i gusti

ph Benjamin Rascoe on Unsplash

Avere la testa sul collo, essere concreti e razionali e, quindi, dare la giusta importanza al collo: una prerogativa più maschile che femminile.

Proprio come tutto ciò che unisce – in questo caso il capo e il resto del corpo – diventa elemento decisivo per imporre uno stile o affermare la propria personalità.

E se, nella moda, l’Italia resta il punto di riferimento, tale si conferma il collo italiano, con le punte allungate e vicine tra di loro, ideale per strisce di seta che scivolano sul cotone e si annodano compatte: colori sobri e disegni discreti.

Francese o semifrancese, più piccolo e aperto, ricercatezze d’Oltralpe (da abbinare a giacche con revers a lancia e pantaloni a tubo), contro quell’innato italico senso delle proporzioni che desta una particolare tipologia di invidia: quella tra simili.

E poi c’è il coreano, per non dimenticare la più recente epoca di contaminazioni con l’Estremo Oriente da cui tutti adesso cominciano (vilmente) a prendere le distanze. Eppure l’essenzialità di un collo senza colletto continua a fascinare.

Americano per ispirazione e produzione il button down, dove i bottoni tengono fermo il collo morbido: comodo e pragmatico, ma di gran lunga il più aggressivo per gli innumerevoli rimandi a realtà vissute e finzioni. Il collo è rimasto, lo yuppismo forse tornerà. (Sergio Scialabba)

vedi

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