Coca Cola contro la Sugar Tax: a rischio posti di lavoro

La Coca Cola potrebbe sospendere gli investimenti in Italia

Per quanto i principi ispiratori di Sugar e Plastic Tax possano essere apprezzabili, le due misure fiscali vengono contestate sia con riguardo alla loro applicazione indiscriminata e alla misura della tassazione (merito) sia per una assenza di condivisione con le aziende del comparto direttamente coinvolte (metodo).

La Regione Piemonte è già sul piede di guerra e propone la redazione di un documento comune a tutti gli enti locali da presentare alla conferenza Stato Regioni: a rischio la perdita di moltissimi posti di lavoro.

Ad essere particolarmente irritata nei confronti del governo è la Coca Cola (produce tra l’altro anche bibite senza zucchero) che, in Sicilia, dà lavoro a oltre 150 persona attraverso la Sibeg  l’azienda incaricata della produzione e della commercializzazione delle bevande con stabilimento in Sicilia orientale (la Coca Cola, a Palermo, fu chiusa tanti anni fa).

Ma la multinazionale minaccia di sospendere tutti gli investimenti e le assunzioni programmate in tutta Italia se le tasse sulle bevande dolci e sulla plastica dovessero restare quelle inserite nella finanziaria 2020.

Il primo a parlare è stato il direttore della comunicazione per l’Italia della celebre azienda statunitense, al quale ha fatto eco l’amministratore delegato della Sibeg. Le due tasse comporterebbero un aggravio sul bilanci della Coca Cola Italia per centinaia di milioni di euro, assolutamente insostenibile.

L’unica soluzione possibile sarebbe chiudere  lo stabilimento catanese e traslocare armi e bagagli in Albania. Confermando come il fenomeno delle delocalizzazioni (che riguarda molti altri comparti) è, quasi sempre, legato alla pressione fiscale o a politiche pubbliche irragionevoli. (Sergio Scialabba)

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