Città sicura?

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(Carmela Corso) Una città più sicura… O forse no. Sono sempre più frequenti i casi di vandalismo, scippi e aggressioni perpetrati da gang di giovanissimi, tutti italiani, da i 10 e i 15 anni, che “giocano” a fare i grandi a spese altrui, seminando il panico per le strade e tra i mezzi pubblici per il solo gusto di farlo e rappresentando un pericolo reale all’incolumità di tutti. Tra gli ultimi, in ordine cronologico, le sassate lanciate contro le vetture della linea tramviaria o l’attacco ad una giovane coppia, colpita violentemente al volto in pieno centro, trasportata subito al pronto soccorso del Buccheri La Ferla.

Borseggi, sputi, insulti, persino pugni sferrati indistintamente contro inermi e inconsapevoli vittime e che non risparmia nemmeno anziani, donne e ragazzini. Un clima di paura e minacce che interessa anche e soprattutto autisti e controllori, costretti a dover affrontare risse e atti vandalici, rischiando aggressioni fisiche e verbali in caso di intervento e sanzioni da parte dell’azienda qualora non lo facciano.
E così, da mesi, a macchia d’olio, si moltiplicano le bande di piccoli teppisti si aggirano per la città, indisturbati, senza controllo, protetti dalla loro giovane età e dalla paura che spinge le vittime a non reagire per non peggiorare la situazione.

È quanto racconta Roberto,  preso di mira da un gruppetto di ragazzini entrato in azione nel tardo pomeriggio di ieri sulla linea 1 del tram (negli tempi mezzo prediletto dai numerosi teppisti della zona), ferma per un guasto alla Stazione Centrale. “Erano 7 o 8 ragazzini tra i 10 e i 12 anni in divisa da calcetto – racconta – entrati in allarme per via della scritta ‘security’ sulla mia giacca… Molto probabilmente mi hanno scambiato per il controllore. Erano seduti lungo il corridoio bloccando il passaggio così, per poter scendere dalla vettura, sono dovuto passare in mezzo. A quel punto, dopo vari tentativi di dare fastidio, uno di loro mi ha colpito alla schiena. Essendo molto giovani ho preferito far finta di nulla e scendere per evitare spiacevoli conseguenze. La cosa peggiore – continua – è che tutto è avvenuto nel totale silenzio degli altri passeggeri che, forse per paura o per indifferenza, non hanno mosso un dito”.

Non casi isolati, dunque, ma un fenomeno sociale, sintomo di una crisi generale, che, come dimostrano i fatti degli ultimi mesi, non accenna a ridursi, e che, anzi, si ripropone con una continuità sempre più molesta e violenta, psicologicamente contagiosa, che trasforma strade e mezzi pubblici in campi di battaglia, dove non esistono regole né limiti. Un’emergenza sociale, quasi un “terrorismo urbano”, che non può che inquietare e spingere ad una seria ed attenta valutazione sulla vivibilità e il reale stato di sicurezza della città.

vedi anche Aumentano i borseggi

 

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