“Città bisognosa di essere trasfigurata”

Corrado Lorefice durante la messa a Palazzo delle Aquile

L’amore, che ha bisogno di essere contenuto nel vaso della bellezza e della gentilezza, della cordialità e della semplicità, dell’umiltà e della gioia, della speranza e della mitezza, della misericordia e del perdono, della purezza del cuore e della mente” è stato messo al centro dell’omelia dell’arcivescovo Corrado Lorefice durante la messa officiata stamattina a Palazzo delle Aquile.

L’unione con Dio – ha proseguito il capo della chiesa di Palermo, mentre la città vive, in questi giorni, la celebrazione della santa più amata –  l’amore per Dio, che può giungere fino al ritiro dell’eremo, come ritenne di fare Santa Rosalia, non è una fuga mundi per pochi eletti, ma strada sicura per essere ‘efficaci ed incisivi’ nel mondo”.

Lorefice, che ha preso le mosse dal Cantico dei Cantici, la più bella poesia d’amore mai scritta, ha, anche, rimarcato il legame della capitale della Sicilia con la morte e, dunque, con quanti hanno sacrificato se stessi per un motivo più alto:

L’amore per Dio  e per gli altri,  nella sua misura massima apparsa  nel crocifisso del Golgota che spinge il dono di sé fino alla consegna del suo corpo sulla croce , l’amore che irrompe in quanti accolgono il Regno di Dio è l’olio necessario per alimentare il senso più vero della vita, del nostro essere su questa casa comune che è la terra, dentro questa nostra città così bisognosa di essere trasfigurata nelle sue vie, nei suoi quartieri, nelle sue case, nelle sue montagne e nelle sue spiagge, nei volti di quanti la abitano, nelle relazioni, nelle famiglie, nelle scelte politiche e amministrative, nelle chiese, nelle appartenenze religiose, nelle sedi della burocrazia e nelle strutture sanitarie, nei luoghi dello sport e del tempo libero”. (Sergio Scialabba)

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