Cisom ed Eni insieme contro Dca

ph Cristina Anne Costello on Unsplash

La gravità dell’emergenza e le caratteristiche proprie di una epidemia hanno imposto un’attenzione molto alta da parte dei media nei (lunghi) mesi che tutto il mondo ha vissuto. Il loro convergere su un problema che ne richiama tanti altri, tutti collegati tra di loro, ha avuto una funzione importante ed è ancora utile.

Va però tenuto in conto e giammai sottovalutato che, nel frattempo, si corre il rischio che altre emergenze non vengano ad essere adeguatamente illuminate dall’opinione pubblica, persino quando siano aggravate dalla stessa pandemia.

In questo senso viene definito un‘epidemia dentro l’epidemia quel malessere che si traduce in un cattivo rapporto con il cibo, soprattutto nelle persone in giovane età. Anoressia, bulimia, disturbi da alimentazione incontrollata (binge eating) negli ultimi 19 mesi – complice anche la pandemia – sono lievitati in maniera esponenziale.

Come rivela la Società Italiana per lo Studio del Comportamento Alimentare c’è stato un incremento del 30 per cento di nuovi casi e una crescita pari al 50 per cento di richieste di prima visita per Dca – Disturbi del Comportamento Alimentare e l’età media dei giovani pazienti è scesa a 12 anni, periodo delicato nella vita di ogni individuo.   

Tale tendenza è stata confermata anche dal Dr. Pierluigi Policastro, Responsabile Nazionale  Psicologi dell’emergenza del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta ed è il motivo per il quale il Cisom – con Eni Foundation – rilancia l’importante attività di supporto psicologico del Progetto NON siete soli un servizio di ascolto attivo e  gratuito dove squadre di psicologi Cisom specificamente formate offrono ascolto attivo a genitori, caregiver di ragazzi con Dca e giovani adulti che nascondono disturbi alimentari.

Il servizio, fruibile in totale anonimato da persone maggiorenni, è attivo gratuitamente in tutta Italia al numero 06 95 94 56 56, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 17.00

E’ un malessere che non risparmia nessuno e che inizia a fare il suo esordio già all’età di sette anni – dichiara Pierluigi Policastro – In questi casi, il contributo psicologico, unito al supporto della famiglia, si rivela essenziale per intraprendere un percorso medico che porti verso la guarigione. È bene sottolineare che se i disturbi alimentari non sono riconosciuti in tempo e non vengono curati, nel peggiore dei casi possono portare anche alla morte”. (Redazione)

vedi

Campagna Cisom al Civico