Centro Smile House all’Ospedale Santa Chiara di Pisa

Lo staff Smile House, con il Vice Presidente Domenico Scopelliti, e la direzione aziendale dell’Aoup

È stato ufficialmente inaugurato nell’azienda Ospedaliero-Universitaria pisana il Centro Smile House, una struttura di eccellenza – sono 8 in tutta Italia – per la diagnosi e l’assistenza multi specialistica di pazienti affetti da malformazioni cranio-maxillo-facciali, dalla diagnosi prenatale fino al termine dello sviluppo psicofisico.

Peraltro, secondo Agenas, nel 2023 l’Azienda Ospedaliero Universitaria pisana si classifica come terzo migliore ospedale, in assoluto, in Italia.

A Pisa il Centro, di fatto, si integra nell’organizzazione e nelle attività già esistenti nel Percorso Labiopalatoschisi diretto dal chirurgo plastico Gian Luca Gatti, Unità operativa di Chirurgia plastica ospedaliera dell’Aoup.

Un percorso che festeggia 10 anni di attività: istituito al Santa Chiara nel 2014 e, poi, dotato di degenze dedicate nel 2016, conta circa 250 interventi l’anno su bambini affetti da malformazioni congenite del labbro e del palato (labiopalatoschisi) provenienti da tutta Italia (78 per cento di attrattività extraregionale) e anche dai Paesi in via di sviluppo (nell’ambito della cooperazione sanitaria internazionale).

La peculiarità – che è anche la ragione dell’eccellenza dei risultati – è l’intervento entro i primi 6 mesi di vita, tempestività che garantisce il buon esito della correzione della malformazione grave sia dal punto di vista funzionale, sia estetico con la tecnica della periostioplastica, inventata a Pisa da Alessandro Massei.

Altro punto di forza – che ne fa un centro fra i primi posti in Italia per volumi di attività, mini invasività, ambulatori multi specialistici, soddisfazione e apprezzamento per l’esito finale – è la multidisciplinarità.

La prosecuzione degli interventi successivi, in collaborazione con le altre specialità chirurgiche, si estende fino a quando la malformazione non è completamente risolta, anche sotto l’aspetto estetico, entro il compimento della maggiore età.

E poi l’accoglienza, con camere di degenza, in cui i piccolissimi possono soggiornare da soli con la loro mamma h24, il che ne fa un unicum a livello nazionale.

Queste le premesse con cui il Percorso Labiopalatoschisi dell’Aoup entra a far parte – con un protocollo d’intesa siglato fra Aoup e Smile House Fondazione Ets – del network italiano dei Centri Smile House.

L’obiettivo è unire le forze per potenziare l’offerta assistenziale multidisciplinare per i pazienti affetti da malformazioni del volto, con la possibilità di effettuare ricerca e formazione del personale sanitario e diventare un punto di riferimento per tutto il Centro Italia.

Nello Smile House di Pisa collabora, infatti, un team di specialisti di diverse discipline, tra cui chirurgia maxillo-facciale, anestesia e rianimazione, neonatologia, pediatria, genetica medica, ginecologia (per diagnosi prenatale), odontoiatria, ortodonzia, otorinolaringoiatria, logopedia e psicologia, oltre al personale infermieristico di degenza e sala operatoria.

I pazienti sono presi in carico dalla diagnosi prenatale e accompagnati lungo tutto il percorso di cura, che comprende interventi chirurgici, terapie riabilitative e supporto psicologico.

Oggi più che mai è fondamentale la sinergia di tutte le componenti all’interno di importanti network nazionali come la Smile House Fondazione Ets – dichiara la direttrice generale dell’Aoup Silvia Brianiperché questi Enti possono supportare l’alta e l’altissima specialità in campo medico-chirurgico che si sostanzia di continui progressi in campo scientifico e tecnologico, per garantire a tutti i trattamenti più avanzati.

La cura della labiopalatoschisi a Pisa è un’eccellenza che affonda le sue radici nella storica scuola di chirurgia plastica e quindi essere entrati nel network dei Centri Smile House non può che portarci benefici”.

“Ogni anno in Italia, circa 1 neonato su 800 nasce con labiopalatoschisi” spiega Domenico Scopelliti, Vice Presidente della Smile House Fondazione Ets.

“Questa malformazione congenita – prosegue – comporta diverse problematiche estetiche e funzionali, che richiedono un percorso di cura completo e personalizzato. Per questo motivo, nasce la Rete Smile House, un progetto ambizioso che punta a creare centri di eccellenza in tutto il territorio nazionale.

L’obiettivo è quello di garantire le cure migliori e più vicine possibili, evitando alle famiglie e ai pazienti il disagio di dover affrontare lunghi e costosi viaggi per visite specialistiche”.

La Rete Smile House rappresenta quindi una risposta concreta al problema della migrazione sanitaria che il Ssn sta affrontando quotidianamente. – sottolinea Scopelliti – Grazie a questo progetto, i bambini potranno ricevere tutte le cure necessarie nella propria regione, vicino a casa, senza dover subire ulteriori traumi e stress”.

La singolarità di Smile House Fondazione Ets è data, infatti, dal suo approccio, con cui segue il paziente dall’individuazione della malformazione alla pianificazione del percorso di cura, anche preparando lui e la famiglia alle implicazioni connesse alla patologia, sia medico-chirurgiche che psicologiche ed economiche.

Un punto di riferimento nel settore, come dimostrano i numeri: negli 8 Centri Smile House in Italia (4 Centri Hub – Roma, Vicenza, Pisa e Monza – dove si svolgono attività chirurgiche primarie e trattamenti secondari e multispecialistici – e 4 Centri Spoke – a Cagliari, Taranto, Ancona e Catania – dove si svolgono trattamenti secondari e multispecialistici), dal 2011 sono già stati eseguiti oltre 4.000 interventi chirurgici e quasi 85mila consulenze multidisciplinari.

L’apertura del Centro di Pisa rappresenta quindi un passo importante per la creazione di una rete di eccellenza per la diagnosi e la cura delle malformazioni cranio-maxillo-facciali in Italia. (Redazione)

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