Cavalieri da notizia di un altro suicidio in carcere

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Nella sera di giovedi 16 maggio si è tolto la vita un altro giovane in carcere. Ancora un triste episodio avvenuto dietro le sbarre, dove un detenuto di 25 anni ha deciso di farla finita.

Era a Parma, originario di Palermo, e si è impiccato nel padiglione di media sicurezza, dove si trovava per avere aggredito un agente della Polizia Penitenziaria. A dare la notizia Roberto Cavalieri, garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna.

La questione in Italia è seria e si è aggravata nel corso del tempo. La strategia dello Stato è incoerente e difettosa, corollario di una generale questione umana e giudiziaria.

Il covid è stato un detonatore, ha fatto esplodere tutte le contraddizioni del sistema. Soffrono i detenuti per condizioni di sovraffollamento e per i tempi della giustizia disastrosi ma, anche, chi lavora nelle strutture.

Questo non significa che gli agenti siano sempre e solo vittime ma, spesso, anche carnefici. Non si può usare come pretesto la spaventosa pressione psicologica. Ed è difficile valutare chi si trova dentro.

Quello delle carcere è un problema non solo politico ma culturale in senso lato che le istituzioni sovranazionali hanno particolarmente a cuore. E che accende un altro riflettore sulle imminenti elezioni europee. (Sergio Scialabba)

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