Boom di matrimoni stranieri (di Carmela Corso)

Tra le nuove forme di turismo c’è quella legata ai matrimoni degli stranieri

 

di Carmela Corso

 

Non solo Capitale della Cultura. Palermo e la Sicilia, hanno catalizzato l’attenzione di una nuova forma di turismo, quello legato ai matrimoni degli stranieri. Sempre più spesso, infatti, l’isola, apprezzata per le sue bellezze artistico – architettoniche, le tradizioni, il buon cibo e il clima, viene scelta come meta per convolare a nozze, e negli ultimi tempi soprattutto da americani, tedeschi e inglesi. E Palermo, da quest’anno insignita del titolo di Capitale Italiana della Cultura, del riconoscimento Unesco del percorso arabo-normanno, sede della dodicesima edizione di Manifesta, in pieno risveglio culturale, è stata  scelta come sede del Belief Retreat 2018, il meeting che, dal 12 al 14 novembre, ha riunito venti wedding planner provenienti da 30 diversi paesi del mondo (Usa, Messico, Brasile, Portogallo, Panama, Guatemala, Belgio e diverse regioni d’Italia), facendo tappa in alcuni dei luoghi più belli e suggestivi della città, dalla Cattedrale, allo Spasimo, a Palazzo Conte Federico.  Una community internazionale che mette in rete oltre 140 professionisti del settore che occupano una fetta di mercato che, sul solo territorio nazionale, ha fatturato oltre 440,8 milioni di euro, un dato in netto aumento rispetto ai 380,3 milioni del 2015. Tre giorni in cui, attraverso attività, visite e conferenze, si sono formulate di strategie per spingere sempre più stranieri a scegliere Palermo come wedding destination per il loro “Yes, I do”.

Forte del suo mare sempre azzurro e affascinante ed a temperature piuttosto clementi anche nei mesi invernali, Palermo e la Sicilia – in testa anche Taormina e Noto – stanno rapidamente scalzando mete “eccellenti” come Firenze, Roma e, più in generale Toscana, Lazio e Salento. Ogni mese, ogni stagione è quella giusta per sposarsi in Sicilia: la primavera, durante la quale le campagne danno il meglio di sé in un’esplosione di colori pastello; l’estate, perfetta per i matrimoni nelle spiagge isolane che nulla hanno da invidiare ai Carabi; l’autunno durante il quale tuto si tinge delle tonalità calde del giallo e del marrone; ma anche e soprattutto in inverno – sono, infatti, in crescita le richieste di matrimoni a dicembre. L’isola attira per il clima mite, la buona cucina – che sia tradizionale o più elaborata – e la straordinaria varietà di dimore storiche, palazzi nobiliari e agriturismi più rustici ma altrettanto affascinanti.

«Chi si sposa nell’isola – ha spiegato la wedding planner Sandra Santoro  chiede di vivere un’esperienza immersiva legata al territorio. Palermo è la città dalle mille anime, da sempre simbolo di incontro di culture, che grazie ai suoi colori, sapori, tradizioni, storia ed architettura, mi consente di imprimere nella mente e nel cuore dei partecipanti un’esperienza indelebile in cui la condivisione professionale è scambio prima di tutto interculturale.  Chi si sposa in Sicilia chiede che il tema sia proprio l’energia che emana questa isola»

Tra le location più richieste e ricercate la Real Casina Cinese, l’antica dimora borbonica sita nel cuore del Parco della Favorita: un ensamble unico, che unisce in un dialogo artistico oriente e occidente, realizzato da Giuseppe Venanzio Marvuglia e affrescata da Giuseppe Velasquez, perfetta per i servizi fotografici e la celebrazione dei riti civili; Villa Tasca, con i suoi 8 ettari di giardino, gli alberi secolari, e le sale dipinte in pieno stile romantico, che ha ospitato personaggi come Jacqueline Kennedy, Otto Von Bismarck e Margherita di Savoia. Ed, ancora, lo Spasimo, la chiesa sconscrata a cielo aperto nel cuore della Kalsa: un luogo mozzafiato e ammaliante, sia di giorno che di sera; Villa Igiea, lo splendido hotel liberty acquistato dalla famiglia Florio, che porta la firma dell’archistar Ernesto Basile, e dei simboli del liberty italiano Vittorio Ducrot ed Ettore De Maria Bergler.

Al centro della seconda edizione del Belief Retreat, il progetto benefico “Two+Us“, che ha regalato a Rosalia Borgogna ed Emilio El Fejji Aimen, una coppia palermitana in difficiltà economiche, il matrimonio dei sogni celebrato nella Cappella privata di Villa Tasca.

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