Bomba da disinnescare (di Sergio Scialabba)

via del Leoni domenica scorsa

(Sergio Scialabba) L’ otto marzo di quest’anno, con delibera del Consiglio dei Ministri, veniva dichiarato lo stato di emergenza rifiuti in Sicilia per il tempo di dodici mesi. Una ordinanza di protezione civile conferiva al presidente della Regione Nello Musumeci pieni poteri, imponendo un cronoprogramma e relazioni periodiche. I rifiuti restano una bomba da disinnescare. Le maniere forti dell’ amministrazione guidata da Leoluca Orlando, con le multe ai cittadini indisciplinati o contro la “migrazione”, contro chi scarica dove non dovrebbe, non bastano, come le vittorie di Pirro ai tribunali amministrativi. Anzi rischiano di irritare chi pensa che il Comune non abbia le carte in regola. I ritardi nell’ adeguamento della discarica di Bellolampo e nella organizzazione di un efficiente sistema di raccolta differenziata, con tutte le cose che occorrono, a cominciare dalle isole ecologiche, sono principalmente, soprattutto e in primo luogo ascrivibili a quanti tra politici, burocrati e amministratori hanno influenza diretta o indiretta su palazzo delle Aquile e sulle sue tante emanazioni. Va, poi, chiarito che è l’ ordinanza di protezione civile di febbraio a parlare di “interventi di trasferimento dei rifiuti fuori Regione” ed è, quindi, privo di fondamento qualunque riferimento a interessi privati o, comunque, collegati all’ attuale governo regionale. A chi non piace questa parte del documento dovrebbe, invece, piacere quella che autorizza procedure rapide per la realizzazione della VII vasca della discarica di Bellolampo, senza la quale ormai siamo fritti. Tutti: dal sindaco a scendere fino all’ ultimo dei palermitani. Ormai, però, il tempo è scaduto e, infatti, occorrerà alzare una corona sulla sesta vasca, prendere tempo. E, in due anni cruciali, mettersi d’accordo Comune, Regione e cittadini intorno a una strategia definitiva per smaltire i rifiuti, a cominciare dalle abitazioni private.

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