Biglietto unico miraggio

molti universitari si servono della metro

Come può essere immaginato un sistema di trasporto pubblico integrato bus-tram-metro senza un biglietto unico che consenta di utilizzare tutti e tre i mezzi per i propri spostamenti? Sono in tanti a porsi questa domanda in quel microcosmo che è la cittadella universitaria di viale delle Scienze, all’ ingresso della quale sorge una delle stazioni della metropolitana: Palazzo Reale-Orleans. Quello è il principale punto di convergenza degli studenti. Molti dei quali, con tutta probabilità, hanno già dovuto obliterare due biglietti, pagando doppio, visto che il biglietto unico vale per il tram e il bus dell’ Amat, gestiti dal Comune di Palermo. La metropolitana, invece, è targata Trenitalia, la principale società italiana di trasporto passeggeri su rotaie.

bus, tram e metro potrebbero dar vita a un sistema di trasporto efficiente

L’ università di Palermo raccoglie studenti non solo dal Palermitano ma da tutta l’area della Sicilia occidentale, i quali spesso tornano a casa nel fine settimana. Ma quando sono in città si servono dei mezzi pubblici per la vita di tutti i giorni fuori dalle sale di lettura o dai laboratori, tra shopping, sport e divertimento. Un biglietto unico per tutti i mezzi di trasporto è, dunque, fortemente auspicato, oltre che logico. L’ ostacolo, a prima vista, è la stipula  di un qualche accordo o convenzione tra l’ amministrazione comunale e Trenitalia. Che deve essere difficile da firmare, magari perchè, ogni volta che si sono visti i responsabili, non si è trovata una penna carica di inchiostro.

la stazione Palazzo Reale Orleans col palazzo sullo sfondo

Potrebbe, a questo punto, essere la stessa Università di Palermo, forte del consenso di migliaia di studenti, a promuovere l’ emissione di un unico pass, fatto su misura per le loro esigenze. Che, molto spesso, coincidono con quelle degli abitanti dell’ area metropolitana di Palermo, destinata a rimanere un miraggio senza il completamento delle infrastrutture necessarie ad avvicinare luoghi geografici, lavoratori, comunità e coloro che si spostano da un posto ad un altro per progettare il proprio futuro. Ma questo è un altro tema. (Sergio Scialabba)

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