Baromètre Fondazione Vinci Autoroutes, uno spaccato sociale

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La Fondazione Vinci Autoroutes ha pubblicato i risultati del 14esimo Barometro della guida responsabile. Realizzato da Ipsos tra 12.413 persone in 11 Paesi europei (fra cui l’Italia), l’indagine annuale fa il punto sui comportamenti degli europei al volante, con un focus specifico sull’Italia, che è anche uno spaccato lucido delle nostre società.

L’indagine riporta numerosi comportamenti che vanno dalle infrazioni delle norme della strada alla distrazione e alla guida pericolosa, ma si parla anche del problema della sonnolenza (sempre troppo sottovalutato) e dell’assunzione di alcol e droghe. Focus anche su tensione, ansia e aggressività quando si è al volante.

Inciviltà: un clima di tensione e di ansia che non accenna a diminuire. Segno dell’incapacità di analizzare con occhio critico i propri comportamenti sulla strada, l’autoindulgenza degli europei riguardo alla propria guida, così come la loro severità di giudizio nei confronti di quella degli altri, si mantiene su un livello molto alto, già osservato nelle edizioni precedenti.

Tuttavia, è sempre assai nutrito il numero di coloro che ammettono di avere un comportamento incivile, e persino aggressivo, alla guida.

Gli automobilisti europei sono convinti di essere esemplari al volante: il 97 per cento cita almeno un aggettivo positivo per descrivere il proprio comportamento di guida (il 97 per cento degli automobilisti italiani): nella stragrande maggioranza dei casi si considerano vigili (75 per cento; 80 per cento degli italiani), calmi (58 per cento; 47 per cento degli italiani) o addirittura cortesi (29 per cento; 20 per cento degli italiani).

Solo alcuni ammettono di essere stressati (11 per cento; 15 per cento degli italiani). Ma non si considerano quasi mai aggressivi (3 per cento; 3 per cento degli italiani), pericolosi (1 per cento; 1 per cento) o irresponsabili (1 per cento; 1 per cento).

E quelli che si comportano male alla guida, naturalmente, sono sempre…gli altri! Infatti, l’80 per cento degli automobilisti cita almeno un aggettivo negativo per descrivere il comportamento degli altri (84 per cento degli italiani), ritenendoli pericolosi (28 per cento; 35 per cento degli italiani), irresponsabili (43 per cento; 49 per cento degli italiani), aggressivi (30 per cento; 25 per cento degli italiani) o stressati (34 per cento; 34 per cento degli italiani).

Alcuni automobilisti ammettono di comportarsi diversamente quando sono al volante, sentendosi protetti dall’abitacolo dell’auto. Ad esempio, il 14 per cento di essi (14 per cento degli italiani) ha la sensazione di non essere più la stessa persona e si considera più nervoso, impulsivo o aggressivo rispetto a com’è nella quotidianità.

Il 19 per cento di essi si sente “come in una bolla” e presta meno attenzione agli altri (18 per cento degli italiani). Più di 1 automobilista su 7 arriva addirittura ad affermare che, sulla strada, “ognuno pensa a se stesso” (15 per cento; 13 per cento degli italiani).

L’83 per cento degli automobilisti afferma di temere l’aggressività degli altri quando è alla guida, una percentuale che negli anni continua ad assestarsi su livelli molto alti (88 per cento degli italiani).

Nonostante le proprie recriminazioni, la maggior parte degli automobilisti contribuisce ampiamente in prima persona a mantenere un clima teso sulle strade, con reazioni spesso estreme:

Il 52 per cento ammette di insultare gli altri conducenti (60 per cento degli italiani); Il 50 per cento suona il clacson a sproposito ai conducenti che lo irritano (55 per cento degli italiani); Il 31 per cento sta deliberatamente attaccato ai veicoli dei conducenti che lo irritano (29 per cento degli italiani); Il 35 per cento sorpassa a destra in autostrada (27 per cento degli italiani); Il 21 per cento scende dal veicolo per discutere con un altro conducente (28 per cento degli italiani).

Norme del codice della strada che vengono infrante di frequente, senza alcun riguardo per la sicurezza. Sebbene le norme del codice della strada siano redatte per tutelare gli automobilisti e tutti gli utenti della strada, la stragrande maggioranza degli automobilisti le ignora in nome di una “libertà” immediata, senza considerare le possibili conseguenze per la propria sicurezza e per quella degli altri.

Quasi 9 automobilisti europei su 10 (l’85 per cento) superano il limite di velocità di alcuni chilometri orari (82 per cento degli italiani); Il 16 per cento (18 per cento degli italiani) ha già avuto o sfiorato un incidente a causa della velocità eccessiva o non adeguata.

Il 58 per cento non rispetta le distanze di sicurezza (56 per cento degli italiani); Il 52 per cento dimentica di mettere la freccia nei sorpassi o nei cambi di direzione (49 per cento degli italiani); In autostrada, il 53 per cento circola sulla corsia centrale anche se la corsia di destra è libera (50 per cento degli italiani); Il 21 per cento degli automobilisti dichiara di non indossare talvolta la cintura di sicurezza (27 per cento degli italiani), e la percentuale sale al 27 per cento tra gli under 35 (30 per cento degli italiani).

La distrazione, pericolosa per la guida, riguarda la stragrande maggioranza degli automobilisti.

Il 51 per cento degli europei ritiene che la disattenzione sia tra le principali cause di incidenti mortali sulle strade in generale, al primo posto, davanti alla guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti e, a seguire, all’eccessiva velocità (gli italiani collocano la disattenzione al primo posto).

Tuttavia, l’84 per cento degli automobilisti ammette di distogliere talvolta lo sguardo dalla strada per più di 2 secondi (82 per cento degli italiani), il che, a 130 km/h, equivale ad almeno 72 metri percorsi “alla cieca”.

Questa disattenzione è, in gran parte, legata alla cattiva abitudine, purtroppo sempre più diffusa, di utilizzare lo smartphone per conversazioni telefoniche, messaggi, e.mail, applicazioni, Gps, ecc. mentre si guida.

Il 77 per cento degli europei usa lo smartphone o imposta il Gps mentre guida (74 per cento degli italiani ); Il 67 per cento dichiara di telefonare mentre guida (+ 4 rispetto al 2018; 68 per cento degli italiani), e di questi il 44 per cento lo fa regolarmente (50 per cento degli italiani).

Questa abitudine riguarda tutte le fasce di età: il 79 per cento degli under 35 (75 per cento degli italiani) e il 56 per cento degli over 55 (63 per cento degli italiani) telefona mentre guida.

L’uso dello smartphone in auto è legato per lo più a comunicazioni di carattere privato: è così per l’84 per cento degli automobilisti in generale (87 per cento degli italiani) e per il 70 per cento dei quadri (Quadri, manager, professioni intellettuali) (68 per cento degli italiani).

Gli automobilisti telefonano principalmente: tramite Bluetooth: il 57 per cento (56 per cento degli italiani) con auricolari con filo, cuffie o auricolari Bluetooth: il 31 per cento (35 per cento degli italiani ); con lo smartphone in mano: il 24 per cento (21 per cento degli italiani). E’ L’11 per cento degli automobilisti ha già avuto o sfiorato un incidente legato all’utilizzo del cellulare durante la guida (13 per cento degli italiani);

Il 48 per cento imposta il Gps mentre guida (+ 7 rispetto al 2018; 33 per cento degli italiani); Il 26 per cento invia e/o legge Sms o e.mail (+ 2 rispetto al 2018; 26 per cento degli italiani); Il 23 per cento segnala eventi ad altri conducenti tramite app (+ 7 rispetto al 2018; 21 per cento degli italiani); Il 21 per cento dei lavoratori partecipa a riunioni telefoniche di lavoro mentre guida (21 per cento degli italiani).

Ciò riguarda in particolare il 28 per cento dei quadri, manager e professionisti intellettuali (27 per cento degli italiani); L’8 per cento guarda addirittura film o video su smartphone o tablet (9 per cento degli italiani).

Sonnolenza: un rischio sottovalutato, ma molto reale. Tra le principali cause di incidenti mortali in autostrada, gli automobilisti europei collocano la sonnolenza al quarto posto, dietro all’eccessiva velocità, alla disattenzione e alla guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, sebbene rimanga uno dei principali fattori di mortalità in autostrada.

A testimonianza di questa sottovalutazione del rischio di sonnolenza, il 38 per cento degli automobilisti europei afferma di mettersi al volante anche quando è molto stanco (30 per cento degli italiani).

Eppure, gli stessi automobilisti ammettono di aver visto, nei loro viaggi, un numero decisamente superiore di incidenti legati alla mancanza di sonno. Di questi: Il 72 per cento (73 per cento degli italiani) ammette di ritrovarsi talvolta a vagare con la mente (“mind wandering“) mentre guida vs. il 54 per cento degli automobilisti in generale (52 per cento degli italiani); Il 38 per cento (39 per cento degli italiani) ha già avuto l’impressione di essersi assopito al volante vs. il 26 per cento degli automobilisti in generale (25 per cento degli italiani).

Il 18 per cento (20 per cento degli italiani) ha già avuto un incidente o un quasi incidente dovuto a un colpo di sonno al volante vs. il 13 per cento degli automobilisti in generale (14 per cento degli italiani); Il 38 per cento (22 per cento degli italiani) non si ferma mai per fare un pisolino vs. il 38 per cento degli automobilisti in generale (27 per cento degli italiani).

Il 27 per cento (29 per cento degli italiani) dichiara di avere invaso la corsia di emergenza o di aver toccato il ciglio della strada a causa di un momento di disattenzione o di un colpo di sonno vs. il 18 per cento degli automobilisti in generale (19 per cento degli italiani).

Per quanto riguarda i viaggi lunghi, sono ancora molto diffuse alcune abitudini che provocano sonnolenza alla guida: l’82 per cento degli automobilisti europei, prima di un lungo viaggio, va a dormire più tardi o si alza prima (il 79 per cento degli italiani); Il 77 per cento finisce i preparativi la sera tardi prima della partenza (76 per cento degli italiani); Il 68 per cento parte di notte (68 per cento degli italiani).

Rimane preponderante la percentuale degli automobilisti che, durante un lungo viaggio, guida per più di 2 ore prima di fare una sosta: il 63 per cento, ovvero più di 1 conducente su 2 (64 per cento degli italiani). Il tempo medio di guida prima di fermarsi durante un lungo viaggio raggiunge le 3h14 (3h13 gli italiani), ovvero ben oltre le 2 ore consigliate.

Fortunatamente, si registra un aumento di alcune buoni abitudini che aiutano a evitare i colpi di sonno: L’86 per cento degli automobilisti europei programma l’orario di partenza nelle ore in cui sa di essere meno stanco (il 88 per cento degli automobilisti italiani); L’80 per cento posticipa l’orario di partenza quando sente di essere stanco (80 per cento degli italiani); Il 73 per cento si alterna alla guida durante il viaggio quando possibile (69 per cento degli italiani);

Il 62 per cento si ferma durante il tragitto per fare un pisolino (73 per cento degli italiani) – la pratica più efficace per prevenire il rischio di addormentarsi al volante. Da notare una particolarità che si conferma anno dopo anno: gli automobilisti belgi sono quelli che hanno assimilato meglio il principio del pisolino nella gestione dei viaggi lunghi (è un’abitudine adottata dall’81 per cento di essi, ovvero 19 punti percentuale in più rispetto alla media europea!).

Alcol, droga: un problema che riguarda in particolare i giovani. La guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti è identificata come una delle principali cause di incidenti mortali sulle strade in generale dal 50 per cento degli europei (il 41 per cento degli italiani) e dal 29 per cento sulle autostrade (23 per cento degli italiani).

Il 7 per cento degli automobilisti europei (7 per cento degli italiani) – e addirittura il 17 per cento dei maschi di età compresa tra i 25 e i 34 anni (18 per cento degli italiani) – ammette di guidare talvolta in stato di ebbrezza.

Di questi: il 40 per cento (55 per cento degli italiani) ha già avuto o sfiorato un incidente a causa del consumo eccessivo di alcol vs. il 9 per cento degli automobilisti in generale (10 per cento degli italiani).

L’11 per cento (10 per cento degli italiani) degli automobilisti e il 16 per cento (18 per cento degli italiani) dei maschi di età compresa tra i 25 e i 34 anni guida dopo aver assunto farmaci che potrebbero compromettere la capacità di guida;

Il 4 per cento (4 per cento degli italiani) degli automobilisti europei e il 9 per cento (12 per cento degli italiani) dei maschi di età compresa tra i 25 e i 34 anni guida dopo aver fumato cannabis;

Tra gli europei che affermano di guidare qualche volta in stato di ebbrezza, il 26 per cento dichiara di aver guidato anche dopo aver fumato cannabis (31 per cento degli italiani).

Lo straordinario effetto di un incidente o sfiorato incidente sul comportamento di guida: perché aspettare una tragedia per adottare una guida responsabile?

L’89 per cento degli automobilisti europei che hanno avuto o sfiorato un incidente, o che hanno avuto una persona cara rimasta uccisa o gravemente ferita in un incidente stradale, ha cambiato il proprio comportamento al volante (87 per cento degli italiani).

Di questi automobilisti: L’82 per cento dichiara di essere più vigile sulla strada (77 per cento degli italiani); Il 77 per cento dichiara di rispettare più rigorosamente il codice della strada (75 per cento degli italiani); Il 30 per cento è più stressato quando prende l’auto (34 per cento degli italiani); Il 28 per cento dichiara di evitare il più possibile di guidare in seguito a tale esperienza (32 per cento degli italiani).

Sicurezza dei soccorritori in autostrada: troppe imprudenze mettono a rischio il personale.

Nel 2023 sulla rete autostradale francese sono stati colpiti, in media, più di 2 furgoni d’intervento ogni settimana; per evitare simili incidenti sono essenziali la consapevolezza di questo rischio corso dal personale autostradale e da tutti gli operatori che intervengono in autostrada, così come il rispetto delle norme del codice della strada che contribuiscono alla loro sicurezza.

Tuttavia, nonostante le campagne di sensibilizzazione regolarmente messe in campo:

il 51 per cento degli automobilisti europei dimentica di rallentare quando si avvicina a una zona di lavori (46 per cento degli italiani); Il 58 per cento dichiara di non rispettare le distanze di sicurezza (56 per cento degli italiani).

Questi risultati rimangono insufficienti ed è fondamentale una reale presa di coscienza di tale rischio da parte di tutti i conducenti. Dal 2022, 7 operatori hanno perso la vita durante un intervento, tra cui, di recente, un operaio di Vinci Autoroutes rimasto ucciso sulla A8 vicino a Nizza. (Redazione)

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Barometro Fondazione Vinci: al volante italiani fuorilegge