Avon indaga l’evoluzione del gender gap in Italia

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Per la Giornata Internazionale della Donna, Avon, azienda leader mondiale nel canale della vendita diretta di prodotti cosmetici (fu fondata da un venditore di Bibbie porta a porta) e pioniera nella creazione di lavoro flessibile per le donne, con oggi circa 50mila consulenti di bellezza in Italia, ha indagato l’evoluzione del gender gap in Italia.

Per farlo ha commissionato una ricerca al centro studi indipendente Censuswide che ha interrogato oltre 1.000 donne lavoratrici che abitano e lavorano in tutte le regioni d’Italia su quali fossero le loro opinioni ed esperienze in tema di gender gap.

Secondo lo studio la Sicilia è in condizione di arretratezza rispetto alla media nazionale. Infatti quasi 9 lavoratrici siciliane su 10 ritengono che gli stereotipi di genere siano alla base di discriminazioni reali fra uomo e donna. Un valore che si manifesta concretamente in:

retribuzioni minori rispetto a colleghi uomini di pari anzianità ed esperienza per il 75 per cento delle lavoratrici siciliane, contro una media nazionale del 70,5 per cento.

Minore possibilità rispetto ai colleghi uomini, per le lavoratrici siciliane, di raggiungere posizioni di livello Quadro per il 70,5 per cento delle intervistate, valore che è di 5 punti più alto rispetto alla media nazionale.

Minori possibilità, rispetto agli uomini, di ricevere promozioni interne, per il 62 per cento del panel regionale, valore più alto di due punti rispetto alla media nazionale.

Un pò più alto il dato riguardo la minore rappresentazione femminile nei Senior Leadership Team delle aziende: questo è vero secondo oltre il 66 per cento delle intervistate.

Quasi il 56 per cento del panel regionale dichiara sia più difficile per una donna, rispetto ad un uomo, portare avanti una carriera lavorativa.

Le evidenze che più fanno riflettere sono quelle che fanno riferimento ad un retaggio culturale ancora a favore della figura maschile.

Secondo quasi una lavoratrice siciliana su 3 (30 per cento) “l’essere donna” le ha impedito di avere opzioni di lavoro adeguate alle proprie necessità (vicinanza a casa, flessibilità, in relazione agli studi effettuati eccetera).

Così come per il 28,4 per cento il genere ha determinato il ruolo aziendalmente ricoperto nonostante il diverso background esperienziale e di studi della professionista.

Ancora più allarmante è il fatto che più di metà delle intervistate in Sicilia (52 per cento) sostiene di aver incontrato resistenze nel momento in cui ha chiesto prestiti o altri supporti finanziari avendo pensato di avviare un’attività in proprio solo perché donna.

Più di 2 terzi (62,2 per cento) sostiene di non riuscire a mantenersi economicamente da sola. Non solo: proprio per questo, oltre il 45 per cento sostiene di essere ancora controllata finanziariamente dal proprio marito, compagno, padre o fratello.

Istituzioni pubbliche ed associazioni devono ancora fare molto per eliminare il gender gap in Italia. Avon propone a tutte quelle donne (e non solo) in cerca di autonomia finanziaria e curiose di apprendere le tecniche di vendita e del relation business di diventare consulente di bellezza Avon.

La consulente di bellezza è colei (o colui) che forte del proprio network di relazioni personali (e non) promuove e vende i prodotti Avon, non solo attraverso la vecchia tecnica del porta-a-porta ma soprattutto i social network e altri mezzi digitali, che rendono il lavoro flessibile e remunerativo.

Avon dichiara di restituire mediamente 20 per cento del prezzo di ogni prodotto venduto alle proprie consulenti. Le tecniche di vendita attraverso i social network sono insegnate gratuitamente dal team di coordinamento delle consulenti di bellezza Avon. Per iniziare la propria strada verso l’autonomia finanziaria e l’imprenditorialità femminile, Avon invita ad iscriversi al programma www.diventapresentatriceavon.it . (Redazione)

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