Automotive in crisi d’identità

ph Serhiy Hipskyy on Unsplash

La mancanza di chip e semiconduttori sta mettendo a dura prova il mercato automotive, spingendo molti costruttori a rivedere i propri piani industriali.  I microprocessori, infatti, sono diventati un elemento fondamentale nella gestione dei sistemi di bordo, con le vetture sempre più dipendenti dalla tecnologia.

Tutto questo sta avendo conseguenze importanti sul mercato, come il rallentamento o blocco della produzione di auto nuove o il ritardo nelle consegne.

Le ultime previsioni di AlixPartners, infatti, mostrano come la mancanza di semiconduttori porterebbe a ben 3,9 milioni di veicoli prodotti in meno nel 2021 in tutto il mondo.

Ma gli effetti non riguardano solo il mercato del nuovo. Secondo i dati interni di AutoScout24, il più grande marketplace automotive online pan-europeo, la carenza di auto nuove sta spingendo i prezzi delle auto usate in Italia: da inizio anno a oggi il costo medio delle auto in vendita sul portale (Indice AGPI considerando i veicoli pubblicati da meno di 18 settimane e un con valore inferiore a 250mila euro), sono aumentati di ben il +3,1 per cento (prezzo medio di 17.670 euro).

Stessa situazione in altri Paesi europei, con la Germania che ha registrato nello stesso periodo un incremento dei prezzi di ben il + 6,1 per cento (media di 22.940 euro), seguita da Belgio con + 5,7 per cento (19.630 euro), Austria con + 4,9 per cento (22.700 euro) e Olanda con + 4,5 per cento (20.150 euro).

Oltre ai prezzi si segnala anche il calo della disponibilità delle auto, a conferma del fatto che l’attenzione dei consumatori si sta spostando verso soluzioni già disponibili sul mercato. Su AutoScout24, a fronte di un calo del -14 per cento degli annunci di rivenditori, le richieste sono invece salite del +12 per cento.

E sul fronte delle vendite di auto di seconda mano? Dopo i primi mesi del 2021 chiusi con il segno meno, a giugno i passaggi di proprietà, al netto delle minivolture, sono aumentati rispetto allo stesso mese del 2019 di ben il +15,5 per cento.

Nello stesso periodo sono aumentate le compravendite anche in altri Paesi europei analizzati, con la Francia in testa (+19,4 per cento) seguita da Olanda (+18,5 per cento), Belgio (+16 per cento) e Germania (+12,7 per cento).

E’ una fase di grande cambiamento per tutto il settore automotive” afferma Tommaso Menegazzo, Direttore Marketing di AutoScout24.

“Mentre i costruttori – prosegue – sono costretti a rivedere le proprie strategie, nel breve cresce l’attenzione dei consumatori per il mercato dell’usato, che garantisce disponibilità pressoché immediata delle vetture e un parco auto che risponde a tutte le esigenze.

Un interesse che potrebbe aumentare ulteriormente anche grazie agli incentivi appena stanziati con il decreto Sostegni-bis per l’acquisto di auto di seconda mano Euro 6, a fronte della rottamazione di auto oltre i 10 anni.

Si tratta di una sostituzione in favore di vetture di nuova generazione, più efficienti, che possono contribuire a rinnovare il parco circolante italiano, storicamente uno tra i più vecchi d’Europa.”

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