Austera e spettrale costruzione

Il Castello di Marineo

A Marineo, borgo accogliente su bella posizione a 25 minuti dalla capitale della Sicilia, merita certamente una visita il Castello, un pregevole testimone della lunga e complessa storia politica dell’isola ed esempio dell’inscindibile legame tra architettura e potere vedi.

Fu edificato da Carlo D’Angiò, a seguito della vittoria contro gli Svevi, il quale regnò fino ai Vespri Siciliani. Poi la mano passò alla casa D’Aragona che inaugurò un periodo buio di instabilità e dissidi. Il declino dovette riflettersi nella decadenza urbana ed essa si riverberò nei luoghi più simbolici.

Nel 1553 Francesco Beccadelli di Bologna, appartenente a una famiglia destinata a un ruolo di primo piano nelle vicende siciliane, tributario della donazione del feudo di Falconeri fattagli dalla madre Virginia Omodei, fece costruire prima cento e, poi, altre duecento case e ripristinare il Castello.

Il nuovo centro abitato sposò la vocazione cerealicola dell’area, attrasse piccoli affittuari, coltivatori e commercianti grazie ai quali ricominciò la molitura e la pastorizia nei numerosi boschi della baronia.

Imponente, austero e spettrale, se vogliamo, è teatro ideale per spettacoli e concerti e permette vedute mozzafiato. Che possono anche essere fonte di ispirazione e rimedio alle tribolazioni. (Redazione)