Assegnato il premio “Joe Petrosino Sicilia”

Petrosino

(Carmela CorsoStephan Talty, giornalista e scrittore americano autore di The Black Hand, La Mano Nera.  La vera storia di Joe Petrosino, è stato insignito del premio “Joe Petrosino Sicilia”. Già coautore di Captain Phillips e Granite Mountain, incontrerà la stampa italiana martedì 17 luglio alle ore 18 presso presso i locali dello SPAZIO AGORÁ di via XII Gennaio.

Incentrato sulla vita del detective italoamericano assassinato dalla mafia in quel di Palermo il 12 marzo 1909, il libro, i cui diritti sono stati acquistati dall’attore Leonardo DiCaprio, sarà la base per la realizzazione del film sulla vita di Joe Petrosino interpretato dallo stesso DiCaprio – nella duplice veste di interprete protagonista e produttore – distribuito dalla Paramount, in uscita nelle sale americane nel 2019, in occasione della ricorrenza del centodecimo anno dall’omicidio.

L’incontro con la stampa, organizzato da Rotary Club Palermo e Rotary Club Palermo Nord, in collaborazione con l’Associazione Joe Petrosino Sicilia nell’ambito del progetto “Legalità e cultura dell’etica”, con il patrocinio di Ersu, Regione SicilianaAssemblea Regionale Siciliana, Fondazione Federico II e Comune di Palermo, proseguirà giovedì 19 luglio alle ore 18 quando, presso la Sala Mattarella dell’Assemblea Regionale Siciliana, dove, alla presenza delle autorità locali e i presidenti delle associazioni intitolate a Petrosino di Padula (SA), di New York e di Palermo – rispettivamente i luoghi dove il poliziotto nacque, visse e morì, Talty riceverà il premio.

Tarchiato e massiccio, camaleontico e sagace, Joe Petrosino fu molto più che un semplice uomo di legge; un simbolo della lotta alla criminalità organizzata, destinato a diventare leggenda. Nel telegramma in cui il console Bishop ne annunciava la morte si leggeva: “Petrosino ucciso a revolverate nel centro della città questa sera. Gli assassini sconosciuti. Muore un martire”, quello che, in qualche misura, Petrosino è stato.

Nato nel 1860 in quel di Padula, piccolo comune in provincia di Salerno, si trasferì con la famiglia all’età di tredici anni alla volta di New York dove, grazie alla sua capacità di adattarsi a luoghi e situazioni differenti, si fece largo tra le fila della polizia di New York, prima come informatore, poi come investigatore, il primo italo americano a raggiungere il grado di luogotenente della polizia di NY. Sfruttando la sua ottima conoscenza del dialetto, fu uno dei pochissimi in grado di comprendere quanto succede all’interno delle organizzazioni criminali locali di matrice italiana. Il suo intuito infallibile lo guidò durante le indagini sui profondi legami tra la Mano Nera e la Mafia siciliana. A capo dell’Italian Branch, ingaggiò una lotta senza quartiere contro la malavita locale e numerosi boss siciliani come Giuseppe “Piddu” Morello e  Vito Cascio Ferro.

Inviato in Sicilia con lo scopo di rintracciare e scardinare, attraverso una rete di intelligence italo – americana, i legami tra Cosa Nostra e la Mano Nera aprrodò a Palermo nel febbraio 1909. La sera del 12 marzo di quell’anno, appena fuori dall’Hotel de France, nel cuore della Piazza Marina alle 20.45, Joe fu freddato da tre colpi di pistola sparati nel buio. Colpito al collo e alle spalle morì poco dopo in un bagno di sangue. Aveva quarantanove anni. A premere il grilletto, secondo l’inchiesta condotta, Paolo Palazzotto e Vito Cascio Ferro, nella cui tasca fu ritrovata una foto di Petrosino.

A distanza di più un secolo da quell’efferato delitto, il mito attorno alla figura di Petrosino non è stato mai scalfito. Egli rimane un pioniere della lotta alla criminalità organizzata, un simbolo di rettitudine e legalità.

La partecipazione all’incontro dello Spazio Agorà è libero, mentre per accreditarsi per la cerimonia dell’Ars, scrivere una mail all’indirizzo mail: ufficiostampa@ersupalermo.gov.it o all’indirizzo annamaria.corradini@associazionejoepetrosinosicilia.com.

Lascia un commento