Arte dalle bombole di gas: il caso di Marco Meloni

un’opera di Marco Meloni (immagine tratta dal sito dell’associazione Apus)

(Sergio Scialabba) Quanti di noi non hanno mai visto un camion pieno di bombole di gas e quanti di noi non hanno mai chiamato qualcuna o qualcuno, scegliendo a caso dall’elenco telefonico o dai suggerimenti del proprio browser, perchè la bombola ha esalato l’ultimo respiro, magari nella casa di campagna?

Di certo, nessuno di noi avrebbe mai pensato che fine attende le bombole di gas se non l’idea ovvia che vengano riutilizzate per lo scopo al quale sono destinate. E comunque, a chi importa di una bombola dismessa, una volta ottenuto lo scopo, riavere quella piena per cucinare, friggere o calare la pasta.

E invece, un artista polivalente di Sovere, nella Bergamasca, con spiccata creatività, attivo dal 2007 con sculture fisse sparse nel suo paese, è riuscito a trasformare le bombole di gas vuote in opere d’arte.

Si chiama Marco Meloni (solo omonimo della leader politica Giorgia ndr) e, nel 2011, ha sperimentato un nuovo modo di creare arte con il riciclo di bombole di gas privandole della loro forma statica, stravolgendole e alleggerendole in forme aperte, inaspettate ed armoniose.

Ecco, quindi, nascere portaombrelli, lumi, sculture e tutto quello che può scaturire dalla mente di un creativo. Il quale raccomanda assoluta cautela in chi voglia imitarlo in questa sua fortunata passione (ammesso che nessun altro nel mondo l’abbia già fatto).

Tagliare una bombola del gas, anche se svuotata, può essere, infatti, pericoloso. È proprio quando sono vuote che le bombole possono esplodere. Occorre, quindi, seguire una procedura che limita il rischio, che non è mai azzerato. 

 

 

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