Archivio Storico aperto nel Giorno della Memoria

Piazza Meschita, uno dei luoghi simbolo della Palermo ebraica

(Sergio Scialabba) Nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria, che ricorre, come ogni anno, il 27 gennaio per commemorare le vittime dell’Olocausto, domenica 26 gennaio l’Archivio Storico Comunale – via Maqueda, 157 – osserverà una giornata di apertura straordinaria, dalle ore 09.00 alle ore 13.00, dal titolo “Il giorno della memoria in Archivio. Esposizione di documenti sulla vita degli Ebrei in Sicilia”.

La presenza ebraica in tutta la Sicilia e a Palermo ha una storia lunghissima e, presumibilmente, la sua influenza è stata decisiva, tenuto conto, di riflesso, della rilevanza strategica dell’isola, della preminenza della città, della sua ricchezza civile e materiale.

Un filo si interruppe bruscamente agli albori dell’età moderna. Il decreto dell’Alhambra, emanato da Ferdinando II d’Aragona e da Isabella di Castiglia, ordinò l’esplusione degli ebrei dalla Spagna e dai possedimenti spagnoli, tra i quali c’era pure la Sicilia. Gli ebrei ripararono a Napoli dove furono protetti, per un certo tempo, da Ferdinando I di Napoli.

L’insegna topografica in due lingue: italiano ed ebraico

Fu una vicenda molto triste che ebbe conseguenze di rilievo per la storia della Sicilia e del popolo eletto. Tra l’altro si squinternò l’organizzazione della comunità, che era originale e molto complessa. In seguito si cercò di sanare la rottura di questa relazione, ma invano. La vicenda era stata troppo dolorosa, vissuta come ingiusta.

“I commerci – ricorda nel breve saggio Gli ebrei siciliani lo storico e politico Isidoro La Lumia, che divenne anche nel 1864 direttore dell’Archivio di Stato – giacquero prostrati ed annullati per modo da non poter facilmente risorgere in mano agl’indigeni; v’ebbero nelle varie città quartieri deserti, case inabitate e crollanti, chiuse e abbandonate officine; nella circolazione monetaria si faceva un gran vuoto: e ciò senza dire della perturbazione arrecata negli animi, del trionfo assicurato moralmente a un principio d’intolleranza cieca e inflessibile”.

I quartieri, tra i quali la celebre Meschita, furono sfigurati dalle varie modificazioni urbanistiche operate nel corso dei secoli ma conservano il fascino decadente di buona parte del Vecchio Centro. Dal 2000 anche a Palermo un giardino pubblico, che sorge in via Alloro in posizione particolarmente suggestiva, è dedicato ai Giusti, ovvero coloro che si sono distinti per avere salvato ebrei durante l’Olocausto.

Santi Oliva, Elia, Venera e Rosalia

 

In tempi recenti si è manifestata una maggiore attenzione alla storia cittadina e alle sue tradizioni. Un approfondimento meriterebbe una misteriosissima tempera su tavola, fine XIII – XVII secolo, di autore ignoto, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, dono del Conte Tagliavia, custodita nel Museo Diocesano. Essa raffigura i santi Oliva, Venera, Rosalia nonchè Elia, il profeta che, nella cultura ebraica, viene rappresentato come testimone dell’astrazione e dell’idealismo.

 

 

vedi

Si celebra in tutta Italia il dialogo tra ebrei e cristiani

 

 

 

 

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