Appello per i poveri dal Banco Farmaceutico

ph Volodymyr Hryshchenko on Unsplash

(Redazione) L’emergenza coronavirus per alcuni ha preso la forma della sospensione delle proprie abitudini. Per altri, anzitutto per i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari e i farmacisti ma anche i trasportatori o i cassieri dei supermercati è un sovraccarico di responsabilità, dovendo stare a contatto con persone malate o che potrebbero esserlo.

Il Banco Farmaceutico invita a non dimenticare i poveri; di quanti, anche in tempi di normalità, stanno peggio di noi e della rete di realtà assistenziali che si prende cura di loro, ricordarsi di chi a quelle abitudini ha rinunciato perché è povero. In questo momento di grandi limitazioni, dedicare un pensiero al bene di chi non ha nulla, sperando che questa situazione non lo danneggi ancora di più.

Il Banco Farmaceutico sta lavorando da casa e cercando di fare il possibile per continuare a raccogliere farmaci per chi ha bisogno. Per permettere che il suo lavoro prosegua chiede alle aziende farmaceutiche di accogliere eventuali e mirate richieste di medicinali e prodotti farmaceutici per le realtà assistenziali.

Sappiamo che la filiera farmaceutica, con grande fatica, è impegnata nell’assicurare la produzione, lo stoccaggio e la distruzione di medicine in tutta Italia; chiedendo alle aziende di non dimenticarsi dei più fragili, siamo consapevoli di chiedere uno sforzo ulteriore e importante, ma anche indispensabile.

Pensiamo, infatti, che, soprattutto in questo momento di incertezza, orientarsi anche al bene dei più deboli contribuirà a rafforzare la tenuta sociale del nostro Paese” è la loro dichiarazione con un appello del Papa che, nell’affidare l’umanità a Maria, ha auspicato che “possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova”.

 

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La raccolta del Banco Farmaceutico cresciuta di 29 punti

 

 

 

 

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