
Nei giorni scorsi il Senato ha approvato definitivamente la legge di conversione del DL Infrastrutture, introducendo nuove regole per i lidi che comportano una riduzione delle spiagge libere.
Altroconsumo da tempo chiede una riforma strutturale per garantire ai cittadini l’accesso libero al mare, ma le nuove disposizioni vanno in direzione contraria.
Per questo Altroconsumo ha avviato una petizione, con già oltre 26mila firme, chiedendo norme che assicurino un mare davvero libero e accessibile.
L’opinione completa di Federico Cavallo, Responsabile Public Affairs & Media Relations di Altroconsumo:
“Con le nuove regole si prevede che le Regioni e gli enti locali potranno anticipare o posticipare l’inizio e la fine della stagione balneare di una settimana, stabilendo con maggiore flessibilità l’attivazione del servizio di salvataggio.
Viene meno anche il limite massimo di durata della stagione di 4 mesi. Fuori dalla stagione ufficiale, le strutture balneari possono restare aperte se garantiscono l’assistenza bagnanti, oppure, in alternativa, solo per finalità elioterapiche.
Dunque, si allunga la stagione balneare sulle coste italiane e si dà maggiore flessibilità sull’apertura degli stabilimenti. Questo significa purtroppo che ci potranno essere meno giorni di spiagge libere.
Ma le coste italiane sono di tutti. Sono infatti di proprietà del demanio pubblico e sono solo date in concessione ai gestori. I cittadini italiani hanno diritto di usufruire di spiagge libere. Ed allungare l’apertura delle strutture balneari senza limiti va nella direzione opposta. Stiamo assistendo ad una privatizzazione di fatto, il mare non deve diventare un lusso per pochi”.
Per questo, già da qualche mese, si sta portando avanti una petizione a sostegno delle spiagge libere che ha già raccolto più di 26mila adesioni e con cui chiediamo una riforma delle norme per avere davvero un mare libero e accessibile“. (Redazione)
vedi