Altra fumata nera per i call center

ph Alex Kotliarskyi on Unsplash

Della vertenza Almaviva se ne parlerà, ormai, a settembre perchè, ancora una volta, il vertice convocato per scongiurare 1600 licenziamenti nella sede di via Filippo Cordova non ha prodotto alcun risultato apprezzabile.

Dal tavolo al ministero del Lavoro non è arrivata alcuna novità, almeno di quelle che ci aspettavamo per rasserenare la tensione sociale e dare risposte concrete sulla vertenza Almaviva a Palermo. Continua la preoccupazione, perché nessuno dei punti attorno a cui si snoda la crisi dei call center è stato affrontato.  Non sarà un’estate facile per migliaia di lavoratrici e lavoratori di Almaviva. Tuttavia continuiamo a confidare che nella prima settimana di settembre, quando il tavolo si riunirà nuovamente, sarà possibile scongiurare l’apertura della procedura degli esuberi con qualche misure di sistema appropriata”.

Lo ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando al termine del tavolo sulla vertenza Almaviva convocato, ieri, a Roma. Il primo cittadino segue personalmente l’evolvere della situazione. Ma anche i sindacati sono molto preoccupati. Tra le richieste che hanno formulato figura un fondo da destinare alla riqualificazione del personale, non prima di avere assicurato il blocco delle procedure di mobilità.

Le telecomunicazioni stanno, infatti, affrontando una nuova stagione di cambiamenti legati all’introduzione di nuove tecnologie. L’aspetto strategico potrebbe essere discusso nel tavolo appositamente dedicato ad Almaviva Palermo che è stato chiesto di aprire al governo nazionale. O persino diventare lo strumento per rilanciare il comparto salvaguardando i livelli occupazionali. (Sergio Scialabba)

 

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