Alternanza scuola-lavoro tra luci e ombre

il Vittorio Emanuele, uno dei licei classici della città

I Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (nuovo nome dell’alternanza scuola-lavoro) sono stati protagonisti, ancora, della maturità 2019, come una delle parti integranti del nuovo orale d’esame. A mille studenti il giornale online Skuola.net ha chiesto di tirare le somme del loro triennio di alternanza: risulta che almeno il 90 per cento ha svolto tutte le ore obbligatorie previste per il proprio indirizzo; percentuale che sale al 95 per cento se si prendono in considerazione solo i licei.

Nonostante, dunque, i cambiamenti avvenuti nell’ultimo anno – a partire dall’esclusione dai requisiti per l’ammissione all’esame – i Percorsi sono stati comunque completati dalla quasi totalità dei maturandi. Anzi, in molti casi si è andati ben oltre: per via del taglio netto delle ore, i ragazzi non solo hanno finito in tempo, ma tra i 3 (nei Licei e negli Istituti Tecnici) e i 4 (negli Istituti Professionali) maturandi su 10 sono riusciti anche a svolgere ore in più rispetto a quelle stabilite.

Proprio sulla base delle ore svolte, nel sondaggio è stato chiesto ai ragazzi se tutte queste attività hanno, poi, influito sulla loro preparazione verso l’esame di Stato, sottraendo o meno spazio prezioso allo studio. Su questo punto i maturandi si dividono, ma è il no a prevalere: la maggioranza – circa il 58 per cento dei ragazzi – afferma di aver potuto conciliare i due impegni, addirittura finendo l’alternanza con largo anticipo (34 per cento); mentre nel restante 42 per cento dei casi, l’alternanza è stata più un ostacolo che un’opportunità, gravando abbastanza (24 per cento) o moltissimo (18 per cento) nell’economia delle ore dedicate allo studio pre-esame. 

Con riferimento a come sia stata vissuta l’alternanza negli ultimi tre anni dai diplomandi di quest’anno il 25 per cento degli studenti intervistati la boccia senza possibilità d’appello, dichiarando la scarsa utilità dei progetti svolti. A far loro compagnia sono i 4 studenti su 10 che reputano questa esperienza “poco utile”. Mentre il 35 per cento si dice pienamente soddisfatto. Queste risposte derivano senza dubbio della scarsa coerenza spesso riscontrata tra percorso di studi e interessi lavorativi futuri. Qui la percentuale di chi boccia le ore di alternanza è abbastanza alta: il 30 per cento afferma che i progetti sono stati del tutto slegati dagli studi, mentre 7 su 10 si dicono in parte (33 per cento) e del tutto (37 per cento) soddisfatti. (Redazione)

 

vedi anche Cultura: alternanza scuola-lavoro grande opportunità

 

 

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