Almaviva: richiesto un tavolo unico su livelli occupazionali e sviluppo

Leoluca Orlando

Anche il sindaco Leoluca Orlando è volato a Roma per la vertenza Almaviva, parte della più generale questione dei call center e del futuro delle Tlc. Al Ministero del Lavoro si sono riuniti i vertici aziendali, le segreterie nazionali e territoriali insieme con la delegazione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil Ugl Tlc, il dirigente del Ministero del Lavoro De Camillis, i collaboratori del ministro Vanin e Fontana.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto, con forza, un tempestivo intervento da parte del governo a tutela dei lavoratori e dell’intero settore imperniato, in prima battuta, sul rientro dei volumi delocalizzati all’estero che consentirebbe di guadagnare tempo prezioso per gli interventi strutturali (fondo dedicato, rispetto dei contratti e delle tariffe, piano di sviluppo e riconversione) ormai indispensabili e non differibili, per evitare licenziamenti ed il collasso dell’intero comparto.

L’azienda ha chiarito ancora quanto già trattato sul tavolo territoriale, confermando la volontà di accedere al Fondo d’integrazione salariale con le percentuali già dichiarate ribadendo che, ove non si verificassero interventi sul settore, dovrà procedere a significative riduzioni del personale già da settembre.

La parte istituzionale ha rinviato la discussione ad un tavolo che dovrebbe coinvolgere anche i committenti, da convocare possibilmente prima della pausa estiva.
Orlando si è unito alle organizzazioni sindacali nella richiesta di un coinvolgimento politico diretto del ministro e dell’apertura di un tavolo che unisca tutela dei lavoratori e sviluppo. Resta confermato l’incontro previsto in Sicindustria tra Almaviva e le organizzazioni territoriali: alla luce dell’incontro di oggi non ci sono i presupposti per addivenire ad un accordo.

Chiacchiere e tabacchere di legno –  è quanto ha dichiarato Giuseppe Tumminia, segretario generale della Uilcom Sicilia al termine dell’incontro – il governo si impegna ad aggiornare il tavolo assicurando il coinvolgimento politico del ministro, intervento di moral suasion sui committenti. L’impressione resta quella di una bassa consapevolezza degli effetti sociali. Se, domani, Almaviva non abbassa la percentuale di ammortizzatore sociale e non garantisce l’anticipo delll’integrazione Inps ai lavoratori, siamo allo scontro sociale. Per girare in Italia i flussi di traffico dalla Romania bastano poche ore.” (Redazione)

 

vedi anche La città discute della svolta Tlc (di Sergio Scialabba)

 

 

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