Allestimento site-specific

interno di Santa Caterina (particolare)

Dopo il successo dello scorso settembre, il Monastero di Santa Caterina d’Alessandria ospita la seconda parte della mostra “Sacra et Pretiosa – Oreficeria dai monasteri di Palermo Capitale”, il progetto atto alla valorizzazione degli ambienti del monastero di piazza Bellini, attraverso la contestualizzazione degli arredi originali e delle opere d’arte che ne compongono il ricco patrimonio.

All’interno del cinquecentesco edificio una selezione di capolavori dell’arte orafa e argentiera siciliana, databili tra XVII e XVIIIsecolo, commissionati dagli ordini monastici ma anche legati ai destini delle grandi famiglie nobiliari – i cui rampolli popolavano a vario titolo conventi e monasteri in tutta l’isola – che, tra lasciti e donazioni, contribuirono alla diffusione della fama degli artigiani siciliani in tutta Europa. Oltre 150 pezzi tra manufatti prestati dai musei diocesani di Monreale e Palermo e dalla Galleria Interdisciplinare di Palazzo Abatellis, arredi sacri, suppellettili liturgiche in oro, argento, tartaruga, corallo,  cristallo e pietre preziose provenienti dai monasteri di San Martino delle Scale, San Domenico, del Carmelo, San Francesco di Paola, San Francesco d’Assisi, Casa Professa, e da ogni parte della Sicilia.

il laboratorio dolciario del monastero

Attraverso un allestimento site-specific – ideato e realizzato da Lina Bellanca, Soprintendente ai BB.CC.AA. di Palermo – le opere, interessate dai restauri coordinati da Gaetano Correnti, “dialogano” con gli ambienti del Monastero, che si presenta come una rappresentazione plastica della realtà e del prestigio di Palermo Capitale e dei suoi artisti nel periodo barocco, durante il quale fu preferita a Napoli come capitale del Regno delle Due Sicilie, e che vide fiorire l’arte delle maestranze degli orafi e degli argentieri apprezzata nelle grandi capitali d’Europa e oltre il Mediterraneo.

La mostra, curata da Lina Bellanca, su progetto scientifico di Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre, è realizzata dall’azione condivisa tra l’assessore regionale dei Beni Culturali, Sebastiano Tusa e l’Arcidiocesi di Palermo e dall’Ufficio Beni Culturali della Curia diretto da Don Giuseppe Bucaro, che è anche Presidente del Comitato scientifico, vede il coinvolgimento della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, del Monastero di Santa Caterina, dell’Università degli Studi di Palermo con il Rettore Fabrizio Micari e dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Maria Accascina”. (Carmela Corso)

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