Alla Cala incontro per promuovere la lotta alle malattie rare

la Cala, il porto più antico

(RedazioneAvrà luogo sabato 16 novembre nel porticciolo della Cala, alle ore 11, il terzo incontro tra bambini e ragazzi d’età compresa tra gli 8 e i 20 anni – affetti da febbre mediterranea familiare e altre malattie autoinfiammatorie e reumatologiche pediatriche – con gli istruttori della Lega Navale Italiana di Palermo Centro. L’obiettivo è quello di avvicinarli allo sport della vela e alla cultura marinara in generale secondo le intenzioni del progetto Navigare in un mare di salute.

Il progetto è sviluppato dalla Lega Navale Italiana (sezioni Sicilia e Calabria) e dall’Associazione per le malattie reumatiche e autoinfiammatorie pediatriche Remare onlus Sicilia, in collaborazione con l’Associazione malattie reumatiche infantili (Maris) onlus Sicilia, l’Associazione italiana febbri periodiche (AIFP), l’Azienda ospedaliera Civico di Cristina Benfratelli di Palermo, l’Azienda ospedaliera universitaria G. Martino di Messina, l’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Vittorio Emanuele di Catania e il Grande ospedale metropolitano Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria, con il supporto incondizionato di Novartis.

Ad accogliere questa volta i giovani pazienti per l’uscita in mare ci sarà nientemeno che la barca a vela Bamboo, in occasione della tappa a Palermo (unica tappa in Sicilia) di “Mediterraneo mare di pace”, percorso via mare della seconda Marcia mondiale della pace iniziata a Madrid il 2 ottobre scorso. «Bamboo, – spiega Beppe Tisci, vice presidente della LNI di Palermo Centro e coordinatore delle attività veliche con i bambini – è uno sloop di 51 piedi (15,54 m) costruito dal prestigioso cantiere finlandese Baltic, con 11 posti letto, 4 cabine private + dinette, 3 bagni con doccia e acqua calda, che ha già fatto il giro del mondo e percorso 55 mila miglia (circa 102 mila Km) nel bacino Mediterraneo».

 Ad organizzare l’incontro con la barca Bamboo è stata la reumatologa pediatra Maria Cristina Maggio, ricercatrice del Dipartimento per la Promozione della salute materno-infantile di Medicina interna e specialistica di eccellenza (PROMISE) “G. D’Alessandro”, Università di Palermo. Due progetti – “Navigare in un mare di salute” e “Mediterraneo mare di pace” – apparentemente “scollati” l’uno dall’altro, ma che hanno in realtà un’anima comune: innanzitutto l’amore per il mare, che è condivisione anche dell’accoglienza, e il rispetto per l’altro che passa anche attraverso il rispetto per l’ambiente. Ed è questo il motivo per cui gli organizzatori del progetto di Bamboo, una barca impegnata nella seconda Marcia mondiale per la pace, hanno deciso di inserire il percorso in mare con una barca a vela d’altura che richiede un equipaggio consistente, perché in questo contesto ci si confronta e si lavora tutti insieme per ottenere un obiettivo comune: governare la barca per raggiungere delle tappe, magari anche in condizioni meteo non favorevoli. 

In questo progetto per i bambini con malattie rare autoinfiammatorie ogni uscita in mare non deve rappresentare un’uscita fine a se stessa, ma un capitolo di una storia, il capitolo di un libro da scrivere insieme a questi bambini per altri bambini con queste patologie, una storia da raccontare anche agli altri. Per questo gli organizzatori hanno avuto l’idea di raccogliere le loro poesie e i loro pensieri, anche i loro disegni nel corso delle uscite in mare per realizzare alla fine proprio un volume.

 Alla fine è ancora una volta lo sport, e in modo particolare la vela, a favorire scambio e condivisione, annullando barriere fisiche, culturali e razziali. Di fatto, proprio lo sport rappresenta uno degli strumenti psicodinamici e relazionali migliori per favorire lo scambio e l’integrazione tra persone e ragazzi di estrazione sociale e culturale diverse.

Per ulteriori informazioni:

Associazione Remare Onlus Sicilia, Facebook: https://it-it.facebook.com/remareonlus.

Dr.ssa Roberta Taverna, Presidente Remare Onlus Sicilia: tel. 3939236806

 

vedi

In barca a vela per lasciarsi alle spalle le malattie rare

 

 

 

 

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