Albero della Vita sonda il disagio

Uno studio Fondazione Albero della Vita-Università di Palermo illustra le conseguenze sociali del covid

L’emergenza povertà non si arresta nel nostro Paese e le famiglie con minori, sia al nord che al sud, continuano a trovarsi in una condizione di estrema difficoltà, economica, sociale e familiare.

Lo conferma la ricerca realizzata dalla Fondazione L’Albero della Vita, con la supervisione scientifica dell’Università degli Studi di Palermo, sulla situazione vissuta durante e dopo la pandemia da Covid-19 dalle famiglie che la Onlus sostiene nei luoghi più disagiate di sei città (Milano, Perugia, Genova, Napoli, Catanzaro, Palermo) attraverso il programma nazionale di contrasto alla povertà Varcare la soglia

La ricerca è stata condotta dalla Fondazione L’Albero della Vita, con la supervisione scientifica del Dipartimento di Scienze psicologiche, pedagogiche dell’Esercizio Fisico e della Formazione dell’Università degli Studi di Palermo, tra agosto e settembre 2021 su un campione di 551 persone, di cui metà adulti e metà minori, beneficiari del programma nazionale di contrasto alla povertà Varcare la soglia e residenti a: Milano (Baggio), Perugia (Ponte Felcino), Genova (Sampierdarena), Napoli (Ponticelli), Catanzaro (Aranceto) e Palermo (Zona Espansione Nord 2). 

Si tratta di famiglie che in maggioranza hanno figli minori tra i 6-10 anni e in cui prevale l’assenza di lavoro regolarmente retribuito: le madri sono per la maggior parte casalinghe o disoccupate (64 per cento) e i padri sono per la maggior parte disoccupati o lavoratori in nero (78 per cento).

Dai risultati preliminari relativi a Milano, Napoli e Palermo emerge che, nell’ultimo anno, la percezione di disagio economico è stata più alta al nord che al sud, facendo registrare l’84 per cento a Milano contro il 55 per cento di Napoli e il 39 per cento di Palermo.

A Milano la maggioranza delle famiglie, il 53 per cento, non ritiene modificabile la propria condizione lavorativa mentre al sud si registra una maggiore fiducia che la situazione occupazionale possa cambiare alla fine della pandemia: lo pensa il 52 per cento degli intervistati a Napoli e il 53 per cento a Palermo. 

Per supportare ulteriormente le famiglie con minori che vivono a Milano (quartiere Baggio), Napoli (quartiere Ponticelli) e Palermo (quartiere Zen2), in occasione della Giornata mondiale contro la povertà che si è svolta lo scorso 17 ottobre, la Fondazione L’Albero della Vita ha lanciato una nuova campagna di raccolta fondi Emergenza povertà: sarà attiva fino al 31 ottobre 2021 attraverso sms e chiamate solidali al 45582. 

L’obiettivo della raccolta fondi è quello di garantire ai genitori l’accesso ai beni di prima necessità tramite la distribuzione di buoni spesa affiancati da percorsi psicologici, di educazione alimentare e di potenziare il servizio di sostegno educativo e accompagnamento extrascolastico per i minori. 

Dalla ricerca emerge che con la pandemia le difficoltà sono aumentate per il 94 per cento delle famiglie e sono state per la maggior parte di tipo economico: per il pagamento delle bollette, l’acquisto di beni di prima necessità, l’affitto/mutuo, l’acquisto di dispositivi per la Dad.

Ci sono state da parte dei genitori anche difficoltà emotive, principalmente legate a stati d’ansia (63,8 per cento) e a senso di solitudine (44,5 per cento), e nella gestione familiare con particolare timore per il futuro della famiglia (53,9 per cento): tutto questo può avere ricadute negative nella crescita dei figli. 

Una bassa percentuale di famiglie, solo l’11,6 per cento, riteneva però di aver bisogno di supporto socio-pedagogico a distanza nel periodo di emergenza sanitaria, al contrario di quello materiale desiderato dal 58,8 per cento.

Una volta ricevuto questo tipo di supporto dagli educatori de L’Albero della Vita, il 56 per cento delle famiglie lo ha ritenuto utile quasi quanto quello economico, indicato per la sua utilità dal 59,6 per cento. 

Per quanto riguarda i minori è stato importante l’aiuto scolastico fornito dall’Ente: il 69 per cento dei bambini intervistati ha infatti ammesso di non aver avuto regolare accesso alla didattica a distanza durante il lockdown e il 56 per cento di essere riuscito solo a volte a capire quello che gli insegnanti spiegavano.

“Le difficoltà – sottolinea Isabella Catapano, direttore generale dell’Ente – sono aumentate molto con la pandemia non solo al sud ma anche al nord e lo dimostrano anche i risultati della ricerca che abbiamo condotto tra le nostre famiglie beneficiarie.

Attraverso il nostro intervento vogliamo dare un sostegno ulteriore ai genitori e ai minori che vivono in una situazione di grave bisogno. Il nostro supporto non vuole essere solo di tipo economico attraverso l’erogazione di beni di prima necessità ma, anche, pedagogico e psicologico per dare a genitori e bambini gli strumenti per progettare un futuro nuovo e trasformare il disagio in una opportunità di rinascita”. 

La campagna di raccolta fondi Emergenza povertà, attiva fino al 31 ottobre 2021, è sostenuta da La7 e Sky per il Sociale.

Il valore della donazione al numero 45582 sarà di 2 euro per ciascun sms inviato da cellulari Windtre, Tim, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa Tim, Vodafone, Windtre, Fastweb e Tiscali e, sempre per la rete fissa, di 5 euro da Twt, Convergenze, PosteMobile. (Redazione)

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