Alassio, oh cara! La sua spiaggia in testa alla classifica Altroconsumo

ph Vittorio Malaspina on Unsplash

L’inchiesta annuale di Altroconsumo sul costo del posto in spiaggia, che raccoglie le tariffe di 211 stabilimenti balneari in 10 città mette in luce, anche quest’anno, le continue variazioni al rialzo dei listini che sono diventate, ormai, una lenta e costante tendenza e si stratificano su aumenti più consistenti verificatisi negli anni passati (il 5 per cento medio del 2023 e il 10 per cento nel 2022).

Altroconsumo ha raccolto, anche per l’estate 2024, le tariffe praticate dagli stabilimenti balneari in 10 località italiane (Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, Anzio), contattando tutti i 211 stabilimenti telefonicamente e in modo anonimo e chiedendo le tariffe per le prime 4 file per la settimana che va dal 4 al 10 agosto.

Mediamente la prima fila costa 226 euro, cifra che si riduce a mano a mano si va a scegliere le file successive: in seconda il costo medio è di 210 euro, 199 eiro in terza, 186 dalla quarta in poi.

L’inchiesta Altroconsumo mette anche a confronto le tariffe di quest’anno con quelle dello scorso anno, prendendo come riferimento il costo medio delle prime 4 file. In alcuni casi ci sono buone notizie: a Lignano, Taormina e Giardini Naxos, per esempio, non c’è stato alcun aumento rispetto allo scorso anno.

Qualche rialzo, invece, c’è stato ad Alghero e Gallipoli (2 per cento), Alassio, Anzio e Palinuro (3 per cento), Rimini (4 per cento) e Viareggio (5 per cento). Più elevato, ma in linea con l’inflazione, l’aumento rilevato a Senigallia (8 per cento), che resta comunque la località meno cara dell’inchiesta.

A Senigallia, la più economica, la prima fila costerà 155 euro, contro i 392 che si devono sborsare ad Alassio. La rinomata località in provincia di Savona, celebre per Villa della Pergola e Punta Murena e set di film di Alfred Hitchcock e Vittorio De Sica, è la più cara dell’inchiesta. Sull’alto Adriatico un’altra buona scelta in termini di prezzi è Lignano: qui la prima fila costa 164 euro.

Seguono la località friulana, Rimini (165), Palinuro e Viareggio (209), Taormina e Giardini di Naxos (215). La perla della Liguria non è l’unica meta ad avere prezzi alle stelle: a Gallipoli si pagano 289 euro per la prima fila mentre ad Alghero 239.

Perché le vacanze siano un po’ più economiche servirebbe, quindi, più concorrenza. In questi giorni si dibatte molto sulla questione delle concessioni balneari. Il sistema di rilascio dei permessi per gli stabilimenti balneari privati deve essere riorganizzato in tempi stretti, attraverso nuovi bandi di gara.

Nell’attesa che ciò avvenga a pagare sono i consumatori, perché questa situazione di stallo, con le concessioni che restano in mano agli stessi operatori, si ripercuote sul prezzo di lettini e ombrelloni, ogni anno più costosi ed elitari.

È importante, quindi, arrivare presto a una riforma del settore “spiagge”, per questo Altroconsumo ha lanciato la petizione per avere spiagge aperte anche a nuovi proprietari e prezzi contenuti, alla portata di tutti.

La rilevazione dei prezzi è stata fatta tra il 20 aprile e il 10 maggio 2024. Complessivamente Altroconsumo ha contattato 211 stabilimenti presenti nelle seguenti località: Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, Anzio.

Il campione di stabilimenti costituisce almeno il 24 per cento degli stabilimenti presenti nella località con un minimo di 10.

La scelta degli stabilimenti da contattare è stata fatta tenendo conto della distribuzione territoriale in zone e cercando di mantenere nel campione la stessa distribuzione della totalità degli stabilimenti, per evitare di dare troppa o troppo poca importanza a zone più o meno costose. (Redazione)

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