Al via la selezione delle caserme

Le caserme dismesse saranno usate per ospitare detenuti e alleggerire la pressione sulle carceri

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio intende porre rimedio al problema delle carceri italiane causa di dolore e di morte. La condizione in cui si trovano i detenuti, alla quale va aggiunta quella del personale in servizio negli istituti di pena, è notoriamente di particolare gravità.

I suicidi – che hanno negli anni raggiunto livelli statistici invero preoccupanti – sono un segnale inequivoco, sebbene non l’unico.

Nel 2018 la Corte Costituzionale iniziò un Viaggio nelle carceri italiane con inizio a Rebibbia, il 4 ottobre di quell’anno. Da allora ad oggi la situazione non è cambiata, con la pandemia di mezzo, le proteste, gli incendi e, persino, le fughe in massa senza distinzione tra Nord e Sud del paese a rendere il quadro allarmante.

Il quadro è rimasto segnato da una carenza su tutte: quella di spazi, con il sovraffollamento, la prima causa di degrado, sofferenza ed esasperazione dietro le sbarre. Tra i partiti politici particolarmente impegnati su questo fronteche è una questione di diritti umani – la Democrazia Cristiana, a chiedere l’applicazione della legge che prevede figure istituzionali specifiche che guardino il problema, per così dire, dall’altro lato vedi La Dc affronta il dramma-carceri

Una delle soluzioni individuate dal ministro Carlo Nordio è il ricorso alle caserme dismesse. E’ prossimo, infatti, un monitoraggio delle strutture disponibili ad opera delle amministrazioni e su base regionale, finalizzato a ridurre la pressione sulle carceri esistenti.

La selezione di quelle idonee richiederà ovviamente del tempo, come la stessa selezione dei detenuti che si ritiene debbano essere separati, in ragione della specificità del caso. Ma, certamente, come già dimostrato, il Guardasigilli intende finalmente prendere il toro per le corna, ciò che finora non è stato fatto se si esclude l’impegno di Mario Draghi, durante la breve parentesi del governo da lui guidato. (Redazione)

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La Corte Costituzionale entra nelle carceri