“Adulti chiusi in un’assurda fortezza”

Corrado Lorefice

L’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, nel giorno dedicato a un giovane e grande rivoluzionario quale fu Francesco d’Assisi, scrive ai giovani “al di là di etichette e di categorie” una lettera ispirato dalla lucidità, audacia, forza e schiettezza che ha riscontrato negli incontri avvenuti nei sei Vicariati dell’Arcidiocesi di Palermo.

Lorefice descrive la condizione attuale “Certamente molto complicata, seppur ricca di grandi opportunità”.  Secondo il capo della chiesa di Palermo “Viviamo in una società estremamente fluida, dove tutto sembra scorrere e cambiare ad una velocità impressionante. Siamo immersi in un mondo molto simile ad un fiume senza argini, ad una terra priva di punti di riferimento. Fino a pochi decenni fa, tutto era molto più stabile e definito: ruoli, compiti, istituzioni. C’era più sicurezza, ma c’era anche poco spazio per l’espressione dei singoli, si dava rilievo alle relazioni interpersonali”.

Confrontando la propria generazione con quella di adesso Lorefice scrive: “La nostra alba sembra essersi mutata in tramonto. Ma vogliamo sostenere la vostra alba, la profezia di cui siete portatori. Ci troviamo in mano un pianeta molto più deteriorato, ingiusto, pieno di squilibri, sfregiato dal presunto progresso: un mondo ferito e in pericolo. Ma noi adulti ci siamo chiusi in un’assurda fortezza, resistiamo a consegnarvi il testimone che vi spetta”.

Citando il Papa, don Corrado evoca il discernimento e l’ascolto, il rispetto della dimensione filiale, della libertà dei giovani che possono, anche, lasciare la propria terra, ma senza condizionamenti. A quelli che restano occorre dare la fiducia per impegnarsi in politica, nel senso dell’impegno per la città e per i suoi quartieri. Magari aspettando che non siano solo i giovani a maturare, ma soprattutto i tempi, prima di abbassare l’età per andare a votare. (Sergio Scialabba)

 

 

 

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