Addio voto disgiunto, Mattarella in città

Sergio Mattarella nell’ aula bunker il 23 maggio dello scorso anno – foto Quirinale

Oggi urne aperte dalle 7 alle 23. Si può votare in molti modi: con un segno apposto sulla lista prescelta che estende il voto anche al candidato uninominale collegato. Con un segno su un candidato uninominale che estende il voto alla lista o alle liste collegate. Si può anche mettere la croce su entrambi: candidato e lista. Ma non si può votare una lista e un candidato che non siano collegati. Questa volta, cioè, il voto disgiunto è vietato, pena il suo annullamento. Come ad ogni cittadino italiano anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si recherà, come di consueto, al seggio allestito nella scuola Piazzi di via Mario Rutelli, sarà preclusa – per la prima volta – la possibilità di imbucare la scheda. E’, infatti, entrato in vigore l’ uso di un adesivo con codice alfanumerico attaccato ad un’ appendice della scheda. Dopo aver votato si dovrà consegnare la scheda ripiegata al presidente di seggio che staccherà il tagliando in modo da verificare la corrispondenza al registro elettorale. Il capo dello Stato è un giurista esperto di sistemi elettorali –  fu lui a ideare la legge che ha accompagnato una lunga fase della seconda repubblica –  ma è anche un conoscitore delle dinamiche parlamentari. Ciò che, certamente, lo sosterrà nel difficile compito di decifrare il risultato del voto dopo la giornata di oggi. (Sergio Scialabba)

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