Addio sogni di B

Franco Frattini

(Carmela Corso) Un difetto di forma infrange i sogni  di Siena, Catania, Novara, Ternana, Entella e Pro Vercelli. Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni ha, infatti, respinto i ricorsi contro il provvedimento di blocco del ripescaggio voluto dal commissario della Figc Roberto Fabbricini, confermando il format della Serie B a 19 squadre per la stagione 2018/19.

La decisione, presa a maggioranza, ha però incontrato il dissenso del presidente del collegio, Franco Frattini, che ha dichiarato: «La serie B resta a 19 squadre ma io ho votato contro. Per la prima volta nella mia carriera da presidente ho votato contro la decisione presa a maggioranza. Finisce 3-2, con il mio voto contrario contenuto in una dichiarazione ufficiale che spiega l’inammissibilità di tutti i ricorsi. Il campionato continua a 19 squadre. Leggerete le motivazioni, io non condivido. Pressioni su di me? Nessuna pressione, il Collegio di Garanzia ha ragionato su ipotesi molto diverse al suo interno che hanno portato a divergenza che nella storia del Collegio non c’è mai stato. Io – ha continuato Frattini – optavo per un campionato a 22 squadre con l’accoglimento dei ricorsi ma il collegio ha ritenuto di confermare il torneo a 19 con una pronuncia di inammissibilità in cui si dice che sostanzialmente quei ricorsi dovevano essere proposti davanti alla giustizia federale, quindi inammissibile per avere sbagliato il giudice a cui andare».

“Inammissibili”, questo il termine ricorrente scelto dal Collegio che, non potendo esercitare competenza nella questione, rinvia il procedimento al Tribunale Federale Nazionale, massimo grado della giustizia sportiva per il settore calcio, alla cui autorità potranno e dovranno, dunque, rivolgersi i club coinvolti presentando le proprie contestazioni, già pronti a dare battaglia e chiedere maxi risarcimenti.

Intanto la Serie B prosegue, così come si era stabilito lo scorso agosto, a 19 squadre, con il Palermo che dopo avere perso le speranze di un ritorno in serie A, difende strenuamente i propri interessi e la propria immagine, impegnato in una querelle senza fine con il Frosinone, a seguito della finale di ritorno dei playoff dello 16 giugno scorso (terminata 2-0 per i Ciociari), durante la quale i giocatori del club laziale hanno compiuto – come sostenuto nel provvedimento depositato dal Collegio di Garanzia del Coni – una palese violazione dell’articolo 17 del Codice di Giustizia Sportiva, e che, tra sentenze, ricorsi e ribaltamenti, trascina ancora con sé una grande eco di polemiche. Ultima in ordine cronologico, l’annullamento da parte dello stesso Collegio di Garanzia della sentenza emessa dalla Corte Sportiva di Appello le cui sanzioni sono ritenute troppo tenui rispetto all’entità delle condotte tenute dai tesserati del Frosinone Calcio che avrebbero, di fatto, pregiudicato il regolare svolgimento della gara. Sarà compito proprio della Corte Sportiva di Appello, riesaminare il caso e riformulare una sanzione adeguata e in linea con quanto stabilito dalle norme vigenti, nel rispetto del principio di valorizzazione del merito sportivo acquisito sul campo.

Sulla base di questa enensima svolta, è stato rilasciato dagli uffici di viale Del Fante un comunicato ufficiale in cui la società, al momento presieduta da Daniela De Angeli, fedelissima del patron Maurizio Zamparini, chiarisce la propria posizione in merito.

“Nella giornata di ieri il Collegio di Garanzia del CONI ha emesso il provvedimento integrale relativo ai fatti occorsi durante la finale di ritorno dei play off della Serie B 2017-2018, disputata tra l’U.S. Città di Palermo ed il Frosinone Calcio.

Il Collegio ha annullato le decisioni della Corte Sportiva di Appello, rinviando il procedimento al medesimo organo in diversa composizione, affinché quest’ultima irroghi la sanzione corretta e coerente con le norme esistenti e nel rispetto del principio di valorizzazione del merito sportivo che si conquista sul campo.

In particolare, i principi di diritto ai quali la Corte dovrà uniformarsi sono la gravità dei fatti accertati deve essere sanzionata ai sensi dell’art. 17 cgs FIGC, con la perdita della gara o con la penalizzazione di punti in classifica, specificando che quest’ultima sanzione, considerata l’importanza della partita in questione, deve essere ulteriormente aggravata rispetto a quanto stabilito dalla norma stessa; le immagini televisive sono sempre acquisibili dal giudice sportivo non essendo tassativa l’elencazione dei casi inserita nell’art. 35 cgs FIGC; i termini stabiliti dall’ordinamento sportivo sono perentori e devono essere osservati anche dagli Organi della giustizia sportiva, con la conseguenza che i giudici federali hanno violato anche le norme sui termini per l’emissione dei provvedimenti.

La società sta valutando le opportune iniziative da assumere affinché i principi enunciati dal Collegio trovino immediata risposta per l’efficace ed effettiva tutela dei propri interessi”

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