Addio ai casini 60 anni fa

un fotogramma di Once Upon a Time in America

 

di Carmela Corso

Una data che i più nostalgici, tra gli over 60, ricorderanno come il giorno in cui, in Italia, cambiò un’epoca. Quel sabato di sessant’anni fa entrava in vigore la Legge n.75 che, di fatto, poneva fine all’esistenza delle “case di tolleranza” nel nostro Paese.

Nei 15 articoli della legge la Merlin stabilisce la chiusura delle  case di tolleranza, l’abolizione della regolamentazione statale del meretricio, poiché – secondo la senatrice – «la legge dello Stato non deve tollerare il traffico delle donne», e l’introduzione di una serie di reati correlati: l’induzione e il favoreggiamento della prostituzione; il reclutamento di prostitute, lo sfruttamento ai fini della prostituzione e la gestione di case chiuse.  È consentita, invece, la prostituzione volontaria, purché frutto della libera scelta  della meretrice, regolamentata dagli articoli 2 e 13 della Costituzione, garanti della libertà individuale.

Il provvedimento passa alla storia  come “Legge Merlin”, dal nome della sua firmataria, la senatrice socialista Angelina “Lina” Merlin, che impiega ben 10 anni per ottenere l’approvazione del testo e che – dopo un iter legislativo lunghissimo (la prima bozza risale al 1948) e segnato dalle polemiche di numerosi oppositori, primo tra tutti Indro Montanelli (autore, nel 1956, del pamphlet polemico “Addio, Wanda!” in cui risponde con toni perentori alla Merlin) – alla fine, trova in Parlamento il voto favorevole di Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito Socialista e Partito Repubblicano, mentre votarono contro Monarchici, Movimento Sociale, Partito Liberale e Socialdemocrtici.

A Palermo, come in molte altre città della penisola, chiudono le porte delle case di tolleranza dislocate in buona parte dei quartieri cittadini: dai più poveri a quelli  più abbienti: dalle lussuona “Casa delle Rose”, nella zona del Politeama, ad appannaggio di politici, alto borghesi e signori della “Palermo bene”, alla celebre “Bugané” di piazza Sant’Oliva, frequentata da studenti e militari. Molte le testimonianze su quella storica notte che raccontano di un’atmosfera mista di tristezza e allegria, di lacrime, di abbracci e di promesse forse dimenticate o mai mantenute.

Da quel momento in poi, quasi in un ritorno al passato, la prostituzione  si riversa  sulle strade, dove è praticata ancora oggi, in modo autonomo e senza controllo. È in questi anni che iniziano a farsi largo i quartini del celebre vicolo Marotta e che si diffonde la leggenda della “Trimmutura”, la famosa Nicoletta (o Maria, a seconda delle versioni) divenuta un vero e proprio marchio di fabbrica, sinonimo stesso del termine prostituta, e rimasta per decenni nel cuore e nei sogni erotici di generazioni di palermitani.

Dell’anniversario della legge Merlin, di Nicoletta “a Trimmutura” e di tanto altro si parlerà nel tour “Palermo a luci rosse. Eros, vizi, peccati e case chiuse”, una passeggiata storico antropologica che, dal 2016, fa luce sul fenomeno della prostituzione a Palermo: dalla porneus sacra agli anni della Legge Merlin. «Quel 20 settembre del 1958 – dice Flavia Corso, presidente dell’Associazione TACUS Arte Integrazione Cultura e ideatrice del tour –  segna uno spartiacque: un prima e dopo legge Merlin, unanimamente acclamata come una legge all’avanguardia per l’autodeterminazione delle donne, poiché le rende libere da un sistema di semi schiavitù e subalternità sociale che, all’interno del nostro itinerario, cerchiamo di scandagliare e analizzare, senza infamia e senza lode, da un’ottica prettamente antropologica, attraverso testimonianze e aneddoti di vita vissuta». Appuntamento domenica 30 settembre alle ore 20.45 a piazza San Domenico. È necessaria la prenotazione da effettuarsi al 3202267975.

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