A Termini Imerese la svolta per la riconversione dell’area ex Fiat è vicina

Si avvicina la data in cui il Mise dovrà dire l’ultima parola sul progetto di Smart City Group nell’area ex Fiat di Termini Imerese

(Redazione) Sono giornate decisive per il progetto di riconversione dell’area ex Blutec di Termini Imerese: il 5 febbraio prossimo il Ministero dello Sviluppo Economico si dovrà pronunciare sul progetto di riconversione industriale di Smart City Group che punta su energie rinnovabili, riciclo dei materiali, mobilità sostenibile e uso dell’intelligenza artificiale.

La scadenza è cruciale anche per le istituzioni e le amministrazioni territoriali e regionali della Sicilia, che hanno avuto incontri di approfondimento ad alto livello di rappresentanza, creando le condizioni di base per la fase di progettazione esecutiva. 

In dettaglio, in mattinata ha avuto luogo un confronto tra il consorzio Smart City Group, il gruppo che ha presentato il progetto S.U.D., e il Comune di Palermo, rappresentato dal sindaco Leoluca Orlando,   Per il Consorzio era presente alla web conference il Consiglio di Amministrazione al completo nelle persone di Giancarlo Longhi, presidente, Stefano Rolando, vicepresidente e Gerardo Preziosi, consigliere delegato. 

Leoluca Orlando

Il sindaco metropolitano ha dichiarato: “Il nostro incontro è stato di merito e confermiamo interesse, e nel convincimento che ci siano elementi che poggiano su una visione di prospettiva economica e di cultura innovativa dello sviluppo del territorio. Il progetto si prefigge l’obiettivo di unire al recupero di un’importante e strategica area industriale, dotata delle infrastrutture necessarie per politiche di sviluppo, un piano che va nella direzione dell’economia circolare e dunque nel più generale processo di cambio energetico, di prodotto industriale innovativo”.

E ha concluso sottolineando che “si resta in attesa, doverosamente, di determinazioni di Ministero e di amministratori straordinari e di conoscere il progetto definitivo quando sarà approvato. Diventa ora essenziale il ‘via libera formale’ da parte del governo nazionale, attraverso il MISE, in sinergia con le competenze di governo sulla Coesione e le politiche per il Mezzogiorno. Seguiremo con attenzione le tappe del processo in atto di reindustrializzazione, coinvolgendo tutti coloro che in questi anni si sono battuti per il futuro di questo territorio ed in primo luogo i Sindaci del territorio e le OoSs”.

Sono state esaminate, in particolare, le problematiche esistenti nel territorio metropolitano relative agli impianti per il riciclo dei materiali, per le energie rinnovabili e per la mobilità sostenibile, e sono stati discussi per una prima valutazione possibili interventi in direzione della realizzazione di una proposta di smart city.

All’incontro virtuale erano presenti i rappresentanti di alcune significative imprese del consorzio, in particolare il Gruppo SGR, Idro Group, SistemEvo, Sicilgrassi ed Elettra Investimenti. In rappresentanza di Nitel, che consorzia diciotto atenei italiani di rilevanza tecnologica, tra cui l’Università degli Studi di Palermo, è intervenuto il professor Michele Luglio, sottolineando che siamo di fronte a “una delle più significative occasioni in cui il sistema universitario italiano entra in modo progettuale e operativo nel quadro di soluzione di una così emblematica e prolungata crisi aziendale”.

Nei prossimi giorni sono previsti in agenda diversi meeting di carattere amministrativo e tecnico, soprattutto con i referenti dell’area metropolitana, preliminari alla convocazione di una conferenza di servizi finalizzata ad una rapida conclusione del necessario processo autorizzativo.

Gli incontri sono proseguiti nel pomeriggio, quando i rappresentanti del consorzio Smart City Group e delle imprese aderenti hanno incontrato, sempre in modalità web, il vice presidente della Regione Siciliana e assessore all’Economia Gaetano Armao e quello all’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità Alberto Pierobon

In conclusione di giornata, Giancarlo Longhi, presidente del Consorzio SCG, ha sottolineato che “l’apprezzamento  mostrato sia dall’Area Metropolitana di Palermo che dalla Regione Siciliana non costituisce solo espressione di cortesia, ma è un passaggio marcato della forma sinergica indispensabile per l’adattamento di un’operazione che richiede da un lato imprese affidabili e risorse finanziarie e certe (e fin qui noi garantiamo), ma dall’altra anche tempi decisionali celeri e visione della prospettiva evolutiva del riassetto di un’intera area, con aspetti infrastrutturali e ambientali di grande rilievo”.

Il vicepresidente del Consorzio, Stefano Rolando, ha osservato: “C’è un appello euro-italiano al fronteggiamento della crisi socio-economica, trainata dalla crisi sanitaria, che ruota attorno a tre principali parametri: lavoro, innovazione, economia circolare. Il programma che ci impegna da un anno per la soluzione alla crisi di Termini Imerese è una concreta risposta a quell’appello, con requisiti di serietà, affidabilità, progettualità che lo hanno reso l’unico dossier in campo e l’unico che vede attivati tavoli con il quadro istituzionale, con le rappresentanze sindacali, con soggetti rilevanti del sistema finanziario. Il dialogo impegna un gruppo di aziende, in buona parte espressione del territorio, che chiedono convinto accompagnamento delle istituzioni e velocità del processo decisionale. Oggi si è acquisito positivamente l’indispensabile ruolo del sistema-Sicilia con cui il dialogo è, dall’inizio, forte e responsabile”.

 

vedi

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