A Roma aumento degli affitti è + 1 con i canoni concordati

ph Maximillian Conacher pn Unsplash

Sempre più persone si rivolgono all’affitto come scelta abitativa e questo ha portato a richieste in crescita del 220 per cento e offerta stabile che non riesce a soddisfare la continua e crescente richiesta.

Gli affitti sono sempre più alti, la domanda di locazione cresce (+ 220 per cento), mentre l’offerta, rimasta sostanzialmente stabile, non è più in grado di soddisfare la crescente richiesta. Questa è la fotografia scattata da SoloAffitti, il primo gruppo italiano di consulenza, gestione e tutela della rendita immobiliare, che ha raccolto i dati su circa 3.600 contratti di locazione.

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato, i canoni di locazione sono aumentati, nel 2023, del 16,2 per cento spetto all’anno precedente, con il prezzo medio dell’affitto che si è attestato a quota 718 euro al mese. La capitale degli aumenti risulta essere Palermo (+ 38 per cento), seguita da Catanzaro (+ 25 per cento), Milano (+ 11 per cento), Cagliari (+ 9 per cento) e Firenze (+ 7 per cento). Trento, Genova e Ancona, invece, registrano un segno meno.

Anche per gli studenti universitari, che rappresentano più di un quarto del campione analizzato, la situazione non accenna a migliorare: il costo di una stanza singola è rimasto in media invariato rispetto al 2022, sebbene ci siano città come Milano e Firenze dove il prezzo medio è salito rispettivamente di 80 e 50 euro. Sono, poi, in leggero aumento le stanze doppie che registrano un rialzo di 20 euro, un incremento più significativo invece si registra per le stanze triple, in media più care di 50 euro.

Stando sempre al dossier di SoloAffitti, nella capitale della Sicilia per un affitto si spendono in media 669 euro, ben 185 euro in più al mese rispetto al 2022. Tra le città con la percentuale maggiore di aumenti, Palermo è, dunque, in testa. Seconda risulta essere Milano, dove il canone medio è di 1.331 euro, lievitato di 130 euro rispetto all’anno precedente. A Catanzaro il costo raggiunge i 547 euro, a Cagliari 661 euro e a Firenze 834 euro.

Roma, con i suoi 885 euro di affitto al mese, ha registrato un aumento del canone del solo 1 per cento. Questo perché nella Città Eterna l’accordo territoriale sui canoni concordati che, da tempo, funziona molto bene, ha avuto l’effetto virtuoso di calmierare i canoni di locazione.

L’abitazione principale resta il primo motivo della richiesta di affitto anche se, tra il 2022 e il 2023, si è registrato un calo del 4,9 per cento mentre è aumentato, seppur di poco (+ 1,8 per cento) il motivo di studio.

Ma chi prende casa in affitto? Secondo il Rapporto, il 37,1 per cento è costituito dalle coppie senza figli, il 26,2 per cento da una sola persona, il 18,9 per cento da coppie con figli e il 17,7 per cento da più di 2 persone che condividono l’appartamento.

Rispetto all’anno precedente, aumentano gli inquilini che decidono di prendere casa in affitto da soli (+ 6 per cento) e da condividere con almeno altre 2 persone (+ 3,2 per cento), sono invece in lieve calo le coppie.

Per quanto riguarda la tipologia di immobile, i monolocali sono quelli più richiesti nelle zone di pregio e nei centri città. Mentre il bilocale è la categoria più ricercata in tutte le zone, sia centrali che periferiche.

Un altro dato significativo riguarda la netta preferenza della cedolare secca sui contratti di nuova stipula: le rilevazioni dell’Ufficio Studi SoloAffitti per l’anno 2023 ne riscontrano l’utilizzo nel 93,8 per cento dei contratti abitativi.

L’opzione della cedolare in sostituzione dell’Irpef che assorbe, peraltro, anche l’imposta di registrazione del contratto e le relative marche da bollo, risulta infatti conveniente per il locatore nella stragrande maggioranza dei casi. Le eccezioni riguardano perlopiù quei locatori che, avendo usufruito di bonus fiscali, hanno necessità di “capienza” Irpef.

Ma cosa ha portato alla grande richiesta di affitti? Dal Centro Studi SoloAffitti viene spiegato che esistono per questo tipo di fenomeno 2 motivi: uno più strutturale, l’altro più contingente.

Il primo è legato a un cambio di paradigma: le giovani generazioni non hanno più il mito della casa di proprietà, hanno una vita più liquida e si spostano più facilmente, quindi tendono a non vincolarsi con l’acquisto di una casa di proprietà perché sanno che le loro esistenze e le loro necessità saranno mutevoli nel corso del tempo e l’affitto meglio si adatta a rispondere alle loro esigenze abitative.

La seconda motivazione è riferita al tasso dei mutui aumentati, che sposta quote di richiesta abitativa dal mercato della compravendita a quello dell’affitto. Le previsioni per il 2024 sono in linea con le tendenze già in atto: la richiesta di immobili in affitto continuerà ad essere sostenuta e un freno al caro affitti potrà arrivare solo da interventi volti ad aumentare l’offerta di immobili da affittare.

SoloAffitti opera in un mercato complesso che, negli ultimi anni, ha visto una crescita esponenziale della domanda, ma non un altrettanto rapido aumento dell’offerta. – dichiara Silvia Spronelli, amministratrice delegata di SoloAffitti.- In Italia sono circa 7 milioni le case non affittate, un quarto di queste è vuota e potrebbe essere messa in affitto in tempi molto brevi: in media, seguendo tutto l’iter richiesto facilitato dalla nostra consulenza e assistenza, il tempo per locare un immobile è di poco più di un mese.

Mettere in affitto il proprio immobile è una scelta vantaggiosa per tutti: da una parte garantirebbe ai proprietari di poter godere di un reddito mensile assicurato, dall’altra consentirebbe a chi è alla ricerca di una casa in affitto di allargare la scelta, accorciare i tempi di ricerca e soprattutto risparmiare sul canone”. (Redazione)

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Affitti verso la normalizzazione